Avere un cane, una questione di Dna

di Fabiana Commenta

Avere un cane? È semplicemente una questione di Dna: è quanto confermano i dati di una ricerca pubblicata sulla rivista Scientific Reports e condotta dall’università svedese di Uppsala. 

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Tutti i dati sono i risultati di una serie di analisi del Dna di 35.000 coppie di gemelli e i dati indicano che la scelta di avere un cane  viene influenzata dal proprio corredo genetico.

Lo studio sui gemelli rappresenta un metodo consolidato per distinguere tra le influenze dell’ambiente e quelle dei geni sulla biologia e sul comportamento. In questo caso poi i ricercatori hanno osservato che il tasso di incidenza sulla scelta di avere un cane è maggiore nei gemelli omozigoti, cioè in quelli che hanno il patrimonio genetico identico, rispetto ai gemelli eterozigoti, che condividono invece il 50% del corredo genetico.

I ricercatori hanno utilizzato i dati genetici contenuti nel Registro svedese dei gemelli verificando poi quanti di questi gemelli possedessero un cane: lo studio ha dimostrato che il Dna influisce in modo significativo sulla scelta di avere un cane dimostrando anche come siano diverse le implicazioni nel comprendere il rapporto uomo-cane nel corso della storia. 

È vero infatti che il rapporto fra uomini e cani è un rapporto duraturo, cominciato almeno 15.000 anni fa e se i cani e altri animali domestici sono membri delle nostre famiglie in tutto il mondo è anche vero che non si hanno troppe informazioni sull’impatto che possono avete sulla nostra vita e sulla nostra salute. Ma la genetica dimostra che ci sono alcune persone che tendono ad essere maggiormente portate a prendersi cura di questi animali rispetto ad altri. 

Lo studio non si dice esattamente quanto quanto siano coinvolti i geni, ma dimostra per la prima volta che Dna e ambiente svolgono un ruolo alla pari nella scelta di avere un cane. Il prossimo passo sarà invece quello di identificare le varianti genetiche coinvolte per capire come siano collegate ad alcuni tratti della personalità e ad altri fattori. 

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photo credits | thinkstock

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