Sparky, il cane che conosce il linguaggio dei segni

di Giulia Commenta

Ancora una storia che vede come protagonisti i nostri amici a quattro zampe: oggi ci occupiamo di Sparky, un bassotto prima abbandonato, adottato da una scuola per ragazzi con problemi dell’udito negli Stati Uniti, precisamente nello stato del Missuri. Sparky è stato scelto per aiutare i piccoli ospiti nelle mansioni quotidiane e per farli sentire meglio, una vera e propria Pet therapy che ben presto si è trasformata in qualcosa di più.

Nessuno infatti al centro di riabilitazione si era accorto che Sparky era sordo: come gli ospiti anche il cane era audioleso. Ben presto però gli operatori hanno iniziato a rendersi conto che il cane non reagiva ai comandi vocali, nè agli stimoli acustici esterni. I ragazzi sordomuti del centro, in compagnia di alcuni ragazzi del locale riformatorio, si sono però dati da fare per trovare un modo per comunicare con quel cane tanto simpatico quanto sfortunato.

Giorno dopo giorno hanno insegnato a Sparky a riconoscere il linguaggio dei segni: è stata un’operazione difficile e complessa, ma adesso il cagnolino sa rispondere esattamente a tutti i comandi che un cane normodotato conosce. Comandi come il No! o il Seduto! non sono più impossibili da decifrare e Sparky può confrontarsi ancora più felicemente con i bambini del centro, entusiasti delle sue capacità di apprendimento.

Sparky in quaesto modo non aiuta solo i bambini facendo loro compagnia e trasmettendogli affetto e calma, come accade per ogni cane che fa pet therapy, ma serve da stimolo per quei piccoli amici: vedendo Sparky che impara e riesce a confrontarsi con il mondo esterno, anche loro sono stimolati ad apprendere quanto più possibile, per riuscire ad affrontare da soli una vita poco generosa. La pet therapy è un elemento importante che non affianca solo gli uomini e permette loro di vivere serenamente situazioni difficili, ma spesso completa le lacune ed i vuoti incolmabili.

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