Perché il gatto soffia? E che fare?

di cinzia iannaccio 2

perché gatto soffia che farePerché un gatto soffia? Diciamolo subito, il gatto non è un animale privo di capacità comunicative. Tutt’altro. Semplicemente ha un modo diverso (rispetto al cane) di esprimere le proprie emozioni ed i propri bisogni. L’importante è sforzarsi di comprendere quali segnali emette muovendosi e gironzolando per casa e soprattutto a cosa corrispondono. Se soffia, vuol dire che qualcosa non va ed è meglio lasciarlo stare. Ma vediamo nel dettaglio.

Anche i gatti hanno dunque il loro linguaggio. Il micio solitamente soffia (e ringhia) quando ritiene di trovarsi in una situazione di pericolo. Da buon predatore felino si prepara alla lotta e all’attacco, ma chiaramente il suo è un messaggio di avviso, vuole spaventare il nemico, soprattutto se lo ritiene più forte: come può accadere con un cane, un estraneo o spesso un bambino. In parole povere il gatto che soffia ha paura e questo suo atteggiamento lo esprime con tutto il corpo: la schiena si arcua e la coda tende a muoversi ondulando. Non bisogna spaventarsi, raramente attacca e quando lo fa è perché qualcuno ha insistito nel volersi avvicinare. Al contrario è buona cosa lasciarlo tranquillo (nella maggior parte dei casi appena può il gatto si va a nascondere-non per codardia ma per naturale istinto di sopravvivenza). Prima o poi capirà che non ci sono rischi concreti ed uscirà allo scoperto.

Se il vostro gatto invece insiste a soffiare, magari sempre con le stesse persone, è importante cercare di capire il perché. Può aver subito dei maltrattamenti e quindi il percorso verso la serenità non potrà che essere più lungo. Se il gatto soffia contro dei bambini, vuol dire che qualcuno di loro ha giocato in modo troppo aggressivo con il micio. Fate in modo di ricostruire insieme un nuovo rapporto di fiducia: non lasciateli soli.

Una curiosità. Gli studiosi di etologia fanno notare come il suono emesso dal gatto mentre soffia sia riconducibile al sibilo di un serpente nelle sue stesse condizioni, tra l’attacco e la difesa. Anche il suo corpo e soprattutto la coda hanno gli stessi movimenti. Un ricordo ancestrale comune a tutti i predatori ed insito nel Dna?

Foto: Thinkstock

 


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