Miti da sfatare sui gatti, incredibili

di Valentina Commenta

Miti da sfatare sui gatti ne abbiamo? Assolutamente sì: spesso quando consideriamo questi animali ci facciamo convincere da idee sbagliate che li riguardano per via di tradizioni mal tramandate. Scopriamo cosa è vero e cosa è falso in tal senso.

miti da sfatare

Miti da sfatare sui dispetti

Uno dei primi falsi miti da combattere è quello che i gatti facciano dispetti: noi ci convinciamo che questo accada per trovare una spiegazione ai loro comportamenti ma in realtà, a livello prettamente scientifico, questi animali al pari dei cani non hanno le capacità cognitive per poterlo fare. I dispetti, così come li chiamiamo, sono in realtà espressioni di un particolare disagio del gatto che non riconosce le modifiche apportate al proprio ambiente.

Il felino è territoriale per natura e se qualcosa cambia rischia di stressarsi e modificare il proprio comportamento, facendosi le unghie sul divano o facendo i bisogni in giro per la casa.

E che dire delle fusa? Attraverso di esse i fatti generalmente esprimono la loro contentezza, ma non è l’unica ragione. Il gatto fa le fusa anche quando è in amore e vuole corteggiare, o quando nel cercarsi di farsi accettare da altri animali lo usa come un saluto gentile. Le fusa sono però anche sinonimo di dolore e vengono usate per esprimere disagio o richiedere aiuto.  È per questo motivo che quando il gatto si esprime in un eccesso di questo suono è bene valutare come sia realmente la situazione.

Lettiera e graffi, mondo da scoprire

 

Passiamo a un altro falso mito da sfatare, quello dei graffi: senza dubbio il gatto usa questo metodo per affilare le unghie, eliminando le fibre più vecchie delle stesse facendo salire quelle nuove ma non è l’unica ragione. Talvolta lo fa semplicemente per allenare l’uscita delle stesse in caso di necessità di cacciare, o semplicemente per marcare il territorio rilasciando il suo odore dai polpastrelli.

Lo strofinarsi sulle persone? E’ un modo per il gatto di lasciare il proprio odore e contemporaneamente raccogliere quello di noi umani: si tratta di qualcosa che supporta e rafforza il legame tra micio e padrone. Nel momento in cui lo fa su oggetti e mobili si tratta di un atto con il quale marca il territorio.

Infine, ma non per importanza, l’ultimo mito da sfatare riguarda la lettiera. Se il gatto rastrella la lettiera lo fa per coprire l’odore delle sue feci e delle sue urine ovviamente. Quello che ignoriamo è che la sua metodologia ha uno scopo: quello di selezionare l’odore che vuole che permanga e che possa essere sentito dagli altri animali.

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