Lhasa Apso, il piccolo cane del Dalai Lama

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Sissy
Le terre d’origine di questo cane antico sono state probabilmente l’India, la Cina e il Tibet e comunque sia il Lhasa Apso ha seguito il Buddismo e il Dalai Lama lungo tutte le peregrinazioni del culto religioso, fino a una stabilizzazione proprio in Tibet, luogo in cui il Dalai Lama, intorno alle metà del 1600, si stabilizzò e divenne anche il capo temporale, oltre che spirituale, di quel Paese, sotto la sovranità della Cina.

Abbiamo visto l’importanza del Pechinese, cane leone, in quelle regioni e nelle credenze buddiste, e così anche il Lhasa Apso aveva la sua importanza, tra le montagne del Tibet, un ruolo che non era mitologico, ma reale, infatti la presenza di questi cani era ben radicata all’interno del culto.

La razza rimase pura per moltissimo tempo, visto che il Dalai Lama dava in dono solo degli esemplari maschi. All’interno del monastero, il Lhasa Apso, oltre ad essere anch’esso un cane leone, per la sua criniera leonina che lo contraddistingue, era considerato anche il cane della preghiera e il cane del cristantemo. Il primo appellativo derivava dal fatto che si dicesse che il piccolo cagnolino fosse stato addestrato per far girare i rotoli delle preghiere davanti al Dalai Lama; il secondo invece deriva sempre dal suo aspetto, dal muso incastonato nel fluente pelo bianco, in una forma vagamente floreale. L’appellativo Apso dovrebbe derivare invece da Rapso, che in tibetano significa “simile alla capra”, altro appellativo che deriva dal mantello del cagnolino, e comunque nei monasteri buddisti si sentivano pronunciare le parole apso seng kye: il cane leone, sentinella che abbaia.

Anche in Inghilterra il Lhasa Apso sviluppò delle credenze intorno a sè, infatti veniva defintito il cane talismano. Questo perchè, secondo alcuni, il cagnolino portava fortuna a chiunque l’avesse posseduto, e ciò probabilmente derivava dal fatto che, alcuni tibetani, sostenevano che questo cane fosse la reincarnazione di un Lama non ancora asceso al cielo.

Il Lhasa Apso è uno dei cani più antichi sulla terra, risale più o meno all’800 a.C. e fu ottenuto dall’incrocio tra il Terrier Tibetano e lo Spaniel Tibetano. Fu allevato, nel corso dei secoli, nei monasteri sparsi negli angoli più remoti delle montagne tibetane; lo possedevano solo il Dalai Lama e alcuni dignitari cinesi. Questo piccolo cane divenne così una rarità, viveva in solitudine e nel silenzio dei monasteri, abituandosi all’aria fine, le alte vette, i sacri canti, i tempi scanditi dalle attività dei monaci. Poi arrivò anche il suo momento, e due esemplari, un maschio e una femmina, vennero donati a uno sherpa e così potè iniziare la diffusione di questa razza. Negli Stati Uniti i Lhasa Apso entrano nel 1933, il tredicesimo Dalai Lama in persona aveva donato due piccoli cani, maschio e femmina, a due allevatori americani.

Comunque sia il ruolo sacro e importantissimo del Lhasa Apso all’interno dei monasteri resta nel tempo. Era utilizzato per sorvegliare il cortile interno del Dalai Lama, mentre il Mastino Tibetano bloccava i cancelli e le soglie principali. Le leggende raccontano di violazioni fatte ai luoghi e alla camere sorvegliate dai Mastini mentre nessuno mai è potuto entrare in una stanza sorvegliata da un Lhasa Apso. Questo piccolo cane è attento, capace di scrutare in un attimo chi si trova di fronte per capire le sue intenzioni. Ha un udito finissimo e i riflessi sempre pronti.

Il Lhasa Apso è un cane piccolino, la sua altezza va dai 23 ai 28 centimetri, mentre il peso oscilla dai 5 agli 8 chilogrammi. Il suo piccolo corpo è però estremamente forte e resistente, la muscolatura è solida ed è un cane molto agile, che può tener testa anche ai cani molto più grossi di lui. Il pelo è folto e dritto, con una scriminatura in mezzo alla testa e lungo la schiena, che rendono il suo mantello come una specie di sipario. La testa è larga, ornata da barba e baffi, gli occhi piccoli e scuri. Le orecchie sono cadenti e abbondantemente piumate; la coda si arriccia sopra il dorso. Nel complesso, questo cane, ha l’aspetto di un monaco tibetano! I colori del mantello possono essere: miele, sabbia, giallo, nero, ardesia, grigio, bianco e marrone.

La caratteristica che più sorprende del Lhasa Apso è la sua ricerca e il suo pretendere una vita scandita da orari ben precisi, e questo dipende molto probabilmente dalla tradizione millenaria dei suoi antenati, che hanno vissuto nei monasteri. Noterete come pian piano il cagnolino si abituerà alla vostra quotidianità e alla sua (la sveglia, i pasti, le passeggiate e tutti i momenti vari della vita casalinga), si legherà ai tempi e agli orari che scandiscono le vostre e le sue giornate, e inizierà a protestare se queste abitudini dovessero cambiare.

Questo cane non è adatto a una famiglia con bambini piccoli, sia perchè non ama essere coccolato e troppo strapazzato, sia perchè come tutti i “toy” rischia di essere ferito da un bimbo troppo maldestro. Non è un compagno di giochi, ma un compagno di vita, è un cane vivace ma non giocherellone e spiritoso. E’ dipendente e indipendente al tempo stesso, e proprio l’equilibrio tra questi due modi di essere lo rendono un cane speciale e particolare, da scoprire giorno dopo giorno.

[Photo Credits: Clickerphoto]

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