L’AIDAA dà i numeri, 3300 cani maltrattati dai cacciatori

di Redazione Commenta

cane pessimista tristeNell’articolo di ieri TuttoZampe dava i numeri, numeri alti, che si riferivano ad una stima dei rapimenti stilata da AIDAA, l’associazione continua a fornirci dati che purtroppo non sono per niente confortevoli.

L’Associazione Italiana per la Difesa Animali e Ambiente parla dei cani maltrattati dai cacciatori: 3300 segnalazioni “firmate e sottoscritte.

Le segnalazioni riguardano cacciatori che maltrattano i quattrozampe, tra violenze fisiche e mantenimento in capanni insalubri oppure animali legati con la catena all’aperto, esposti a pioggia e gelo e malnutriti.

I numeri dell’AIDAA non si fermano qui, 10.000 cani abbandonati nei canili quando, invecchiando o si ammalano, perdono le caratteristiche di lavoro, ad esempio quando non sono più capaci di fiutare o di inseguire la preda.

5000 sono quelli uccisi o feriti dai fucili dei loro stessi padroni in azioni di caccia. La maggior parte delle segnalazioni pervengono dal centro sud, nel nord spiccano invece Piemonte, Emilia, Veneto e Lombardia.

Lorenzo Croce, Presidente dell’AIDAA, afferma:  “Si vede che non gli basta ammazzare gli animali a fucilate. A questi signori danno fastidio anche i propri cani che maltrattano e che una volta non più utilizzabili perché anziani o malati vengono poi uccisi o abbandonati“.

L’AIDAA si rende chiaramente disponibile a ricevere il maggior numero di segnalazioni possibili ed invita le persone a documentare i maltrattamenti con foto e video. Coloro che maltrattano gli animali saranno denunciati penalmente dato che molto spesso violano l’articolo 544 del codice penale in materia di maltrattamento.

Croce auspica un “serio intervento interno delle associazioni venatorie  che anziché blaterare contro gli animalisti si diano da fare per controllare come vengono tenuti e gestiti i cani da caccia“.

Un impegno che speriamo possa portare un cambiamento ad un modo barbaro e meschino di trattare degli amici fedeli che troppo spesso vengono considerati al pari di un fucile, anzi forse anche meno.

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