Italia, il primato come paese pet-friendly

di Fabiana Commenta

L’Italia? Un paese pet-friendly che vince il primato di Nazione europea distinguendosi non solo per il numero di animali domestici presenti in casa, ma anche per l’amore per i pet che arriva a far spendere cifre particolarmente alte per un giro d’affari per la loro bellezza, per l’igiene e per aiutarli a mantenerli in forma.

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Il primato del settore beauty pare non conoscere limiti fra shampoo, spazzole, dentifrici, stick per l’igiene dentale, deodoranti, lucidanti per il pelo, ma anche salviettine detergenti.

L’incremento della spesa per il settore beauty è arrivato al 15 % nel corso dell’ultimo anno, ma la corsa pare essere inarrestabile e aumenta il numero dei centri benessere e tolettatura per cani e gatti sull’intero territorio nazionale come confermato dal nuovo rapporto Assalco-Zoomark BolognaFiere dedicato all’alimentazione e alla cura degli animali da compagnia.

Il numero di pet, fra gatti, cani, uccelli, piccoli mammiferi e rettili, sono circa 50,3 pet ogni 100 abitanti e l’Italia supera anche la Francia (con 46,5), la Polonia (41), la Spagna (40,2), la Germania (39,8) e il Regno Unito (30,3) contando circa 60 milioni e 400 mila unità.

Potrebbe stupire, ma sono oltre 30 i milioni di esemplari di pesci in casa, seguiti dagli uccelli con poco meno di 13 milioni), dai gatti (7,5 milioni), dai cani (circa 7 milioni), i più fedeli amici dell’uomo, i piccoli mammiferi e i rettili con 3 milioni di unità.

Vola anche il mercato del cibo per animali domestici che sfiora i 2 miliardi di euro (con un aumento del fatturato del 3,8% in un anno), ma sono i prodotti per l’igiene a registrare Il maggiore incremento.

C’è chi opta per per il fai da te, chi opra per le strutture per la cura del benessere specializzati con un incremento del 43,7% negli ultimi cinque anni: crescono infatti i centri specializzati per la tolettature, ma anche i centri di bellezza, le Spa e i servizi di ‘dog-sitter’ in chiave fitness e benessere, ultima frontiera di un mercato in crescita senza dimenticare l’incremento delle strutture “pensioni” specializzate.

 

photo credits | thinkstock

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