Granuloma eusinofilico gatto, quali cure?

di cinzia iannaccio Commenta

Richiesta di consulto veterinario su granuloma eusinofilico gatto e cure
“La mia gatta Luna ha un anno e due mesi. Sin da piccola ha incominciato ad avere il granuloma eusinofilico, prima nelle coscie e poi nel labbro. È sempre stata curata dal veterinario con una puntura di cortisone. Il problema è che finito la cura con il cortisone il granuloma si ripresenta. Ritengo che il cortisone preso troppo spesso non faccia bene di conseguenza c’è una cura efficace alternativa? Si può cercare di prevenire il granuloma? Se si, con cosa? Lei mangia i bocconcini in gelatina e pochi croccantini in una ciotola di plastica, non beve tanta acqua. Un alimentazione migliore può aiutarmi? Se si, con cosa? Abbiamo avuto i muratori in casa per qualche mese e la gatta era molto spaventata, il mio veterinario ha detto che probabilmente il granuloma era dovuto allo stress. Ormai i muratori non vengono più ma ha di nuovo il granuloma nel labbro,nella versione più grave che abbia avuto fino adesso. Il veterinario la sta curando con una puntura di cortisone e sembra che stia reagendo bene, ma come ho detto prima ho paura di esagerare con il cortisone. Grazie.”

Granuloma eusinofilico gatto, quali cure

Tipo di consulto Veterinario Generale
Tipo di problema Granuloma eusinofilico gatto e cure

 

Risponde il dottor Fabio Maria Aleandri, Medico Veterinario e direttore sanitario del Centro Veterinario Aleandri, con sede in Roma. Per contatti diretti mail [email protected] www.ambvetaleandri.eu

 

Gentile Sig.ra  La terapia delle lesioni cutanee che facciamo rientrare nel c.d. complesso delle malattie eosinofiliche del gatto non è semplice ed è spesso frustrante. La causa che determina nei gatti l’insorgenza di queste patologie non è ancora ben chiara. Probabilmente possono essere riconducibili a problemi allergici (pulci, punture di insetti, alimentazione ecc..) ma non è certo. Intanto vanno diagnosticate con precisione, per cui vale la pena di eseguire delle biopsie. Una volta definita la patologia (quindi escluse altri problemi simili batterici, virali, fungini o di origine neoplastica) e bene cercare di rimuovere tutte le possibili cause allergiche. Le cose più semplici da fare sono una lotta serrata alle pulci e il ricorso ad alimenti c.d. ipoallergenici. In pratica si utilizzano o idrolisati (cioè alimenti in cui le proteine sono state “spezzate” in corte catene di aminoacidi e per questoi non possono indurre allergie) oppure alimenti composti da fonti proteiche selezionate e generalmente non utilizzate nell’alimentazione dei gatti i c.d. monoproteici (il concetto è che l’allergia è a qualcosa che il gatto mangia e quindi un alimentoc he no ha mai mangiato non dovrebbe dare problemi). In molti casi il problema può attenuarsi o risolversi così. Altrimenti è possibile anche eseguire test allergici per una eventuale terapia desensibilizzante.
Qualora non si riesca ad avere risultati il trattamento di elezione è con il cortisone. In generale sarebbe meglio usare cortisonici per bocca da somministrare a dosi scalari, ma , se il gatto non collabora , si può ricorrere all’impiego di cortisonici iniettabili a lento rilascio. L’effetto è buono ma spesso si osservano recidive. Nei casi più ostici si può ricorrere ad immunosoppressori diversi quale ciclosporina o clorambucile. Qualche risultato lo possiamo ottenere anche con l’impego di interferone per uso orale. Un  farmaco che sembrerebbe avere buoni effetti, ma solo in una certa percentuale di casi è un antistaminico la cetirizina. Non ci sono  però non tanti studi riguardo l’impiego di questo farmaco sia nelle allergie del gatto che nel complesso del granuloma eosinofilico. Personalmente in molti casi ha aiutato in altri no. Cordiali saluti Dott. Fabio Maria Aleandri Medico Veterinario

 

 

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Foto: Thinkstock

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