Gattari, a Bari solo se patentati

di Redazione Commenta

Gattari sì, ma ‘patentati’. Il  tesserino per gattari è un’iniziativa istituzionale che viene da Bari: si tratta di un vero e proprio documento di riconoscimento rilasciato dal Comune che conferisce ufficialmente la qualifica di operatore in favore delle colonie feline con diritti e doveri,  dopo aver letto e sottoscritto una carta che li sancisce. La determina dell’assessorato all’Ambiente è dello scorso luglio, ma solo a partire da settembre è iniziato il rilascio dei documenti di riconoscimento. E c’è un ottimo riscontro…

 

 

 

Finora il comune di Bari ha già rilasciato 36 ‘patenti’ di gattari in sole due settimane. Niente più casualità, caos, ostracismi, liti condominiali: d’ora in poi chi, con finalità benemerite, si occupa di randagi e gatti di strada deve avere apposito documento di  riconoscimento che legittima il suo operato e al tempo stesso gli dà regole precise.

Il documento di gattaro, infatti, è rilasciato dalla ripartizione Ambiente su richiesta e solo dopo la sottoscrizione della carta dei diritti e dei doveri dei gattari. Con il tesserino viene rilasciato un vademecum con le regole da rispettare.

Gli ‘operatori delle colonie feline’, come sono ufficialmente chiamati, possono accedere, tesserino alla mano, in cortili, condomini, aree pubbliche e giardini per dare da mangiare ai gatti, finalmente senza essere costretti a vedersela con condomini o passanti ostili.

 

 

 

 

Dovranno essere assicurate le condizioni per consentire l’alimentazione delle colonie, tenuto conto che impedire il nutrimento e la cura dei felini è un reato, dice il documento.

Ma i gattari devono rispettare le regole, poche e semplici, per  preservare il decoro urbano e l’igiene: innanzitutto, è vietato lasciare cibo sotto le auto parcheggiate per l’incolumità dei mici. I contenitori, rigorosamente usa e getta, vanno posizionati al riparo dal sole per evitare cattivi odori dovuti alla decomposizione dei cibi, e non devono essere tolti dagli operatori ecologici.

Meglio che siano dati ai gatti croccantini secchi e non cibi umidi. Tempo a disposizione per consumare la razione di cibo, che può essere servito fino a due volte al giorno ma non nelle ore soleggiate, massimo un’ora; solo le ciotole di acqua possono rimanere per 24 ore. A fine pasto, ogni gattaro patentato deve provvedere alla pulizia.

E’ possibile poi realizzare casette e rifugi per le stagioni fredde, mentre è obbligatorio provvedere al benessere degli animali informando immediatamente un veterinario di fiducia in caso di presenza in una colonia di esemplari malati. La comunicazione della presenza di colonie feline dovrà essere fatta al Comune di Bari e alla Asl.

L’iniziativa del comune di Bari è un esempio di civiltà che ha già un precedente: analoga iniziativa era stata presa fin dal 2011 dal comune di Genova. Ora ci si augura che il modello virtuoso venga applicato anche in altre città.

 

Fonte comune.bari.it  e bari.repubblica.it

Photo credits Thinkstock

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