Ve ne avevamo parlato qualche tempo fa, del dog whisperer più famoso al mondo, Cesar Millan, in onda da quest’anno anche in Italia su Sky con il suo reality che salva i cani perduti e aggressivi da un’inevitabile soppressione. Casi difficili, quelli trattati da Millan, definiti spesso irrisolvibili. Eppure lui, lo stregone dei cani, aveva calmato parecchi amici a quattro zampe con disturbi del comportamento anche gravi che avrebbero messo a rischio l’incolumità delle persone.
Ebbene, i metodi utilizzati da Cesar sarebbero ora sotto accusa dell’associazione Asetra, l’Associazione studi etologici e tutela della relazione con gli animali che è pronta ad avviare una battaglia legale per chiedere la sospensione dello show televisivo incentrato sul dog whisperer, che frutta milioni di dollari e un gran numero di ascolti.
Ma in cosa consistono di preciso queste tecniche poco ortodosse e brutali che vengono imputate all’uomo che ha guadagnato cento milioni di dollari proprio ammansendo i cani? A quanto afferma un gruppo di veterinari comportamentalisti, che hanno analizzato i metodi per conto dell’Asetra:
Millan infierirebbe sui cani asfissiandoli, terrorizzandoli e inducendo i proprietari a pensare giusto utilizzare i suddetti metodi mettendo a rischio la loro incolumità e quella degli animali. Millan conosce un solo metodo, qualsiasi sia il problema: forzatura e punizione. I risultati, talvolta anche immediati, saranno solo transitori. I suoi metodi sono sbagliati, in alcuni casi pericolosi, e spesso disumani.
Tra le torture utilizzate c’è il collare a strangolo, uno strumento
posizionato sulla seconda vertebra cervicale in modo che tirando si ottiene un effetto efficacissimo sulla laringe che produce il soffocamento. Abbiamo assistito a episodi di violento strangolamento protratto fino alla perdita della capacità di mantenere la stazione eretta e perfino alla perdita di conoscenza.
Sotto accusa a
nche il nome stesso che si è dato Millan, rubato all’uomo che sussurrava ai cavalli, Monty Roberts, e che trae in inganno i telespettatori: quello, infatti, che era un metodo basato sulla doma gentile, non avrebbe niente a che vedere con la sottomissione forzata e violenta operata dal dog whisperer.
[Fonte: Corriere.it]