L’Angora, il gatto che viene dalla Turchia

gatto d'angora

Nel nostro viaggio alla scoperta delle razze di gatti a pelo lungo, oggi ci occuperemo del gatto d’Angora; le origini di questo splendido animale sono turche, ed è il “progenitore” della razza Persiana. La città turca di Ankara (ovvero Angora) fu la città che per antonomasia designava i felini a pelo lungo, tanto che per decenni tutti gli animali con questa caratteristica venivano definiti Turchi o d’Angora.

I primi esemplari provenienti dalla Turchia possedevano occhi a mandorla blu, oppure uno blu e l’altro color arancio, oggi in genere, il colore degli occhi si accorda con quello del mantello; gli Angora bianchi con occhi blu possono essere sordi dalla nascita. Questa razza di gatto possiede un corpo snello, un po’ più lungo di quello del Persiano, e sembra molto robusto a causa della pelliccia abbondante.

Il Persiano, ovvero il gatto a pelo lungo per eccellenza

gatto persiano

Il gatto Persiano discende i linea diretta dal Gatto d’Angora e viene allevato ufficialmente dal 1871; il suo ingresso in Italia dalla Persia pare che risalga al 1700 grazie all’esploratore Pietro della Valle, che si innamorò di questi gatti dal pelo lungo e setoso. Circa cento anni dopo la razza fece il suo ingresso in Inghilterra e in Francia, dove fu incrociata con i gatti d’Angora per ottenere un mantello ancora più setoso e dalle tinte più varie. In Inghilterra i Persiani vengono chiamati “longhair”, cioè “a pelo lungo” e ogni colore è una razza a parte.

Fisicamente, il Persiano possiede una testa larga e di forma tondeggiante, con guance paffute e collo corto e muscoloso; gli occhi sono luminosi, grandi ed espressivi, e il loro colore deve essere in tinta con quello del mantello. Il corpo, generalmente lungo dai 40 ai 50 centimetri esclusa la coda, è forte e muscoloso; la coda è molto pelosa e termina con un pennacchio. La caratteristica principale del gatto Persiano è l’abbondanza del mantello, che è presente soprattutto nelle zone del collo delle spalle e delle zampe.

La colorazione del Persiano è basata su tre tipi: monocromatico bianco con occhi gialli, blu e arancio, monocromatico nero, crema, rossicci e azzurri con occhi arancio, e pluricromatico con gli occhi intonati al colore del mantello.

Il Norvegese delle foreste, ovvero il gatto delle favole

gatto norvegese delle foreste

Il Norvegese delle foreste è il primo gatto che compare nelle favole nordiche, e, ancora prima, nella mitologia norvegese, dove viene rappresentato come un gatto fatato dalla lunga e folta coda. Questa razza di gatto fu presentata per la prima volta a Oslo nel 1913 e fu riconosciuta ufficialmente a partire dal 1930.

La sua caratteristica principale è il mantello, che può essere di qualsiasi colore, dal pelo di media lunghezza molto folto e pesante, resistente all’acqua, con un sottopelo che protegge l’animale mantenendolo caldo anche durante i mesi più freddi; possiede un collare abbondante e una coda molto lunga e molto folta. Il corpo del gatto Norvegese delle foreste è forte e muscoloso, e le zampe, anch’esse piuttosto massicce, possiedono unghie molto robuste che gli permettono di scalare gli alberi e le pareti rocciose.

Il Birmano: il gatto venerato dai monaci buddisti

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Il Birmano, detto anche gatto sacro di Burma o Birmania, discende dai gatti venerati come dei dai monaci buddisti, i quali credevano che l’anima del defunto si reincarnasse in gatto; deve la sua pelliccia lunga e setosa all’incrocio tra il Siamese e il Persiano bianco.

Il gatto Birmano possiede una testa rotonda, con ossatura robusta, guance larghe, bocca forte e abbondanti vibrisse; anche il corpo è piuttosto massiccio, con zampe corte e forti. Gli occhi sono di un bellissimo colore blu, intenso e brillante. Il mantello presenta un pelo molto folto sul collo e sulla coda, è ondulato sul ventre, sui fianchi e sul dorso.

American Shorthair, il gatto degli emigranti

american shorthair

L’American Shorthair, ovvero il gatto americano a pelo corto, deriva dai gatti domestici portati in America dagli emigranti europei; la razza venne fissata in modo definitivo a alcuni allevatori americani e la il capostipite di questa specie nacque nel 1904 e venne chiamato Buster Brown.

La testa di questo gatto e rotonda, con le guance piene, dotata di mascelle possenti e forti vibrisse; anche il corpo è molto robusto e le zampe sono dotate di piedi forti e adatti a tutti i terreni, la coda possiede una base pesante ed è di media lunghezza. La pelliccia è fitta ma non lanosa, ed è adatta a sopportare climi invernali anche rigidi. L’American Shorthair è il gatto che in assoluto viene riconosciuto con la più vasta gamma di colori.

Il gatto Bombay, caratteristiche e comportamento

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Il Bombay è un gatto nato dall’incrocio tra il gatto americano a pelo corto e il Burmese; è una razza ottenuta per la prima volta in India, ma a causa della sua somiglianza con il leopardo nero dell’India, ha preso il nome della città di Bombay.

Il gatto Bombay possiede un corpo allungato di taglia media, flessuoso e dall’aspetto massiccio, con zampe sottile e robuste; gli esemplari maschi sono molto più grandi rispetto alle femmine. Questi gatti hanno una coda di lunghezza media che agitano molto frequentemente. Per consistenza il pelo ricorda il raso, è molto corto e aderente alla pelle, ed possiede un colore chiaro alla nascita, che tende a scurirsi via via che raggiunge la maturità sessuale.

Scottish Fold, il gatto dalle orecchie pendenti

Scottish Fold

A parte la leggenda che narra di un esemplare a orecchie pendule portato in Europa dalla Cina da un marinaio, i primi soggetti di Scottish Fold, nacquero in alcune fattorie scozzesi verso gli anni ’60 e furono attentamente selezionati da esperti allevatori; questa razza dalle orecchie pendenti è riconosciuta negli Stati Uniti e in Australia.

La testa dello Scottish Fold è rotonda e larga, inserita su di un collo corto e tozzo; le orecchie sono piccole e piegate in avanti, pendenti, appunto. Gli occhi, grandi e molto dolci, sono in tinta con il colore del mantello; il corpo è piuttosto compatto, e bisogna prestare intenzione a non farlo ingrassare, le zampe sono sottili e di media lunghezza. La coda è molto flessibile, ma alcuni piccoli nascono con la coda piuttosto grossa; per evitare ciò bisogna far accoppiare lo Scottish Fold solo con gatti Americani a pelo corto.

Russian Blue, il gatto che viene dal freddo

Russian blue

Il Russian Blue arrivò in Europa, e più precisamente in Inghilterra, circa un secolo fa,  probabilmente a bordo di una nave mercantile proveniente dalla Russia; frutto di intelligenti selezioni, assunse anche il nome di Blu di Spagna, Maltese ed Arcangelo.

La testa di questo gatto è larga, importante, con naso lungo e dritto, possiede il collo allungato e flessibile, le orecchie larghe e quasi trasparenti, perché sono ricoperte di pochissimo pelo. Gli occhi, di taglio orientaleggiante, sono sempre di colore verde, ma sono ammesse tutte le sfumature di questa tonalità. Il Russian Blue possiede uno scheletro leggero ma muscoloso, e zampe lunghe e sottili, che rammentano l’aspetto il gatto Mau degli antichi Faraoni egiziani.

Il Manx, il gatto dei Fenici

Manx

Il gatto di razza Manx venne fu diffuso dai Fenici in Malesia, in Giappone e in Cina; fu però nel corso di un naufragio di un galeone dell’Armata Spagnola sull’isola di Man che questi gatti, portati a bordo per combattere il proliferare dei topi, si riprodussero sulla terra ferma, senza incrociarsi con le specie locali.

Vi sono comunque varie leggende su questi felini privi di coda; una di queste narra che Noè in procinto di chiudere la porta dell’Arca chiudesse inavvertitamente la coda del gatto tra gli stipiti, e che quindi tutti i gatti della specie sarebbero nati senza coda. Un’altra leggenda narra che, essendo in uso presso i guerrieri dell’isola di Mandi adornare il proprio elmo con code di gatto, le madri per evitare ai piccoli la futura amputazione, tagliassero esse stesse le code ai cuccioli; quindi, nel tempo, per mutazione genetica, tutti i gatti dell’isola nacquero senza coda.

Il gatto Burmese, caratteristiche e comportamento

gatto burmese

Le origini del gatto Burmese sono avvolte nella leggenda, in particolare in quella che lo vuole originario dei monasteri birmani, dove era venerato come una divinità. Le prime tracce sono riconducibili al 1350, ma solo nel 1920, una femmina incrociata con un Siamese negli Stati Uniti, diede origine alla specie che oggi conosciamo.

Il gatto Burmese ha la testa triangolare, lunga, ma non come quella del Siamese, orecchie dalla base larga e dalla punta arrotondata, mento e mascella forti; gli occhi hanno un taglio orientaleggiante e un delicato color oro. Il corpo è molto aggraziato, di taglia media e molto muscoloso, con una coda dritta, lunga e appuntita; il pelo è folto, corto e fine, e dotato di grande brillantezza.

Nel Nord America viene riconosciuto solo il Burmese color marrone scuro, mentre in Gran Bretagna, le colorazioni accettate sono diverse, come il grigio argento, il color mandarino e il color bianco sporco, ma sono accettate anche le colorazioni più particolari come il marrone e il cioccolato.

Il gatto selvatico europeo

gatto selvatico europeoIl gatto selvatico europeo (Felis silvestris silvestris) è una sottospecie del gatto selvatico che abita le foreste dell’Europa occidentale, centrale e orientale, così come la Scozia e la Turchia e che ha le sue origini in Scandinavia, Inghilterra e Galles. Il suo aspetto fisico è molto più ingombrante di quello del gatto selvatico africano e dei comuni gatti domestici. Raggiunge un metro e venti centimetri di lunghezza. La testa è corta e rotondeggiante. La coda è caratterizzata dalla presenza di striature cerchiate di colore nero.

La folta pelliccia e le dimensioni sono i suoi tratti distintivi, anche se è molto facile che sia confuso con i gatti che molti di noi abbiamo in casa, dal momento che la contaminazione tra questa e le altre razze è comune, vista la natura nomade degli esemplari di gatto europeo. Gli occhi spiccano per il tipico colore giallo. La sua vista è acutissima, così come l’olfato e l’udito, entrambi molto sviluppati.

Il Certosino, il gatto che viene dai monasteri

gatto certosino

Il gatto Certosino nasce con ogni probabilità in Francia, in un monastero retto dai frati Certosini; si tratta di una razza molto antica, in quanto già ne viene fatta menzione in alcuni testi del 1700. Il Certosino possiede una testa rotonda con muso triangolare, macella importante e orecchie larghe alla base con punta arrotondata; gli occhi sono molto espressivi, di solito di color oro o giallo ambrato, arancio o rame.

Possiede un corpo massiccio, con petto e spalle larghe; può arrivare a pesare anche fino a sei chili, e la anche a femmina, pur essendo più minuta del maschio, dà l’impressione di grande forza e potenza. Il mantello è molto piacevole al tatto, e il pelo è corto, folto e vellutato; il Certosino è un gatto che deve essere spazzolato di frequente, in modo da mantenergli il mantello lucido e pulito.

L’Abissino, il gatto che discende dai Faraoni

gatto abissino

È opinione diffusa che il gatto Abissino sia un discendente in linea diretta dei gatti degli antichi Egizi; proveniente dall’Abissinia, questo gatto fu introdotto in Europa nel 1860, ed ebbe modo di moltiplicarsi grazie alla passione di alcuni allevatori inglesi, che nel 1929 ne fissarono lo standard com’è riconosciuto oggi. Si ebbe la quasi totale estinzione della razza a causa della prima e della seconda guerra mondiale, e tra gli anni 60 e 70 a causa della leucemia felina. Oggi è uno dei gatti più ricercati, in special modo in Nord America.

L’Abissino ha la testa allungata, leggermente a triangolo, ha il naso scuro orlato di nero, le orecchie grandi e tondeggianti e gli occhi possono essere gialli, verdi o a nocciola. Possiede un corpo molto armonioso, lungo e magro, con zampe sottili che gli permettono movimenti molto aggraziati; il pelo è corto e molto fitto, anche nella coda. I colori più comuni per il mantello sono l’arancio/bruno con picchiettature nere, e il rosso rame con maculature marroni; esistono, inoltre, varietà rarissime azzurre o crema.

I primi approcci con l’uomo lo fanno apparire sempre molto diffidente, ma con il progredire del tempo e quindi del processo di ambientazione, svelerà il vero carattere: dolce e affettuoso, dotato di una vivissima curiosità e di intelligenza pronta e vivace.

Il gatto Siamese: caratterisiche e comportamento

siamese

Il gatto Siamese è originario della Tailandia, dove era un animale particolarmente apprezzato: basti pensare che veniva protetto nei templi, poteva abitare solo presso le famiglie reali e veniva dato in dono agli stranieri che giungevano per le missioni diplomatiche. I primi esemplari di Siamesi arrivarono in Europa nel 1871 per essere esposti ad una fiera felina di Londra, nella quale non ricevettero particolari apprezzamenti a causa della loro fisionomia inconsueta.

I Siamesi sono i gatti più aristocratici: possiedono un corpo snello e affusolato, il mantello sfumato e i caratteristici occhi blu a mandorla; hanno zampe lunghe e sottili, ed il pelo corto e chiaro su tutto il corpo, con aree più scure sul muso, sulle orecchie, sulle zampe e sulla coda. Il mantello dei gatti Siamesi richiede molte cure: va pulito tutti i giorni con un panno morbido per togliere il pelo morto e mantenerlo lucido.