Carne e salute: ecco cosa ingeriamo ogni giorno

di Redazione Commenta

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Premetto che non sono vegetariana: il seguente articolo viene scritto unicamente per dovere di cronaca, per informazione, non si tratta di un inno alle proprietà dell’alimentazione priva di carne ma un attacco alle modalità con cui la carne viene macellata in Italia, quella stessa carne che ogni giorno finisce nei nostri piatti ed in quelli dei nostri figli.

Un dossier della Lav (Lega anti vivisezione) informa tutti i consumatori della presenza di dosi massicce di antibiotici nelle carni di animali destinate alla macellazione: in sostanza ogni anno chi consuma carna ingoia circa 9 grammi di medicinali antibiotici, l’equivalente di circa quattro cure antibiotiche, ovviamente non volute nè cercate.

Il dossier intitolato Rischio sanitario degli allevamenti intensivi. Resistenza agli antibiotici e nuove malattie è stato pubblicato dalla Lav in concomitanza con l’uscita del romanzo di Jonathan Safran Foer intitolato Se niente importa, perché mangiamo gli animali? Si tratta di un libro inchiesta sulle modalità di trattamento riservate agli animali destinati alla macellazione, in particolare sugli allevamenti così detti intensivi.

L’elemento che fa rabbrividire sono i dati medici relativi all’uso di farmaci negli allevamenti intensivi stessi: le condizioni di vita negli allevamenti industriali incidono sullo stato di salute degli animali, rendendoli deboli, per tale ragione agli animali vengono somministrati farmaci. Si stima che per produrre 1 kg di carne vengano impiegati mediamente 100 mg di antibiotico: se si pensa che un uomo adulto consuma circa 87 kg di carne all’anno, è facile calcolare come questi 9 gr antibiotici vengano di fatto ingeriti dai consumatori stessi, involontariamente.

La conseguenza di tale esposizione al bombardamento di antibiotici è di facile intuizione: un consumo eccessivo di antibiotici rende l’organismo umano maggiomente esposto a patogeni che hanno sviluppato nel tempo una resistenza ai medicinali, senza contare che attraverso tali modalità di trattamento degli allevamenti intensivi, i cibi di origine animale trasmettono loro stessi all’uomo batteri modificati e resistenti. L’ingestione continuata di questi medicinali può provocare alla lunga disturbi intestinali e l’inefficacia degli antibiotici quando ne sorga la reale necessità.

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