Cani paralizzati, tornano a muovere le zampe

di cinzia iannaccio Commenta

cani paralizzati tornano a camminare34 cani paralizzati in seguito ad incidenti traumatici con lesioni della spina dorsale sono stati protagonisti di una ricerca scientifica che ha avuto un discreto successo edè stata  appena pubblicata sulla rivista scientifica Brain: circa la metà di loro sarebbe riuscita ad avere nuovamente la funzionalità delle zampe posteriori. A realizzare lo studio, un gruppo di ricercatori della Cambridge University’s Veterinary School e della MRC’s Regenerative Medicine Centre di Edimburgo, che hanno lavorato su alcune cellule particolari, quelle gliali olfattive che sarebbero in grado di rigenerarsi in tessuto nervoso. Vediamo nel dettaglio per capire meglio.

Ai cani in questione, paralizzati a causa di un trauma entro i 12 mesi precedenti la sperimentazione, sono state prelevate delle cellule olfattive, messe in laboratorio in fase di riproduzione per alcune settimane per poi essere reimpiantate negli animali direttamente al livello della lesione spinale. Il trapianto è stato fatto su 23 cani, mentre gli altri sono stati trattati come gruppo di controllo. Tutti gli animali coinvolti nella sperimentazione erano affetti da immobilità ed insensibilità delle zampe posteriori. Dopo un necessario periodo post impianto, la maggior parte dei cani trattati con le cellule olfattive ha dimostrato miglioramenti significativi nella capacità di movimento delle zampe.

Il tutto sembra probabilmente essere dipeso dalle potenzialità delle cellule gliali olfattive, situate nella parte posteriore del naso e finalizzate naturalmente alla rigenerazione dei neuroni dell’olfatto (soggetti a danneggiamenti a causa del contatto con l’ambiente esterno). Sono le uniche in assoluto ad avere questa potenzialità rigeneratrice anche nei soggetti adulti. L’assunto scientifico che potessero rigenerare anche cellule neuronali spinali è stato così in gran parte confermato anche se, spiegano gli studiosi, si tratta di un’efficacia estremamente localizzata e non in grado di rigenerare totalmente una lesione avanzata o il coinvolgimento di altri settori (come la vescica, l’intestino, ecc). Una speranza per gli umani? Ha spiegato Geoffrey Raisman, attualmente presidente del Neural Regeneration dell’University College di Londra:

“Questa non è una cura per le lesioni spinali negli umani, che potrebbe essere ancora molto lontana, ma è certamente il passo avanti più incoraggiante in molti anni e un avanzamento significativo verso una terapia che funzioni anche sulle persone”.

Nel frattempo è importante che ci si prenda cura anche degli animali: troppo spesso i cani paralizzati vengono soppressi inutilmente.

Foto: Thinkstock

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