Animali domestici, cresce l’attenzione anche in ufficio

di Fabiana Commenta

I nostri animali domestici sono veri e propri membri della famiglia per gli italiani che convivono con 7,5 milioni di gatti, 7 milioni di cani e 3 milioni tra piccoli mammiferi e rettili, ma anche 30 milioni di pesci, quasi 13 milioni di uccelli, per un totale di circa 60 milioni e 400 mila pet.

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Numeri imponenti che mostrano come gli animali domestici stiano a cuore degli italiani: un italiano su due vive con un pet, e gli dedica buona parte del suo tempo, il 46% degli italiani, viaggia solo se anche il proprio amico a quattro zampe può farlo. Prioritario per il 77% degli italiani il benessere e la nutrizione dei loro pet che sceglie certificato food industriale fornendo un’alimentazione più che adeguata. 

Ma un altro dei dati importanti è che aumenta il numero delle aziende italiane che prestano attenzione ai pet e che consentono ai lavoratori di recarsi in ufficio con il proprio animale da compagnia.

Questo significa che gli animali domestici stanno diventando dei membri riconosciuti della società come confermato dal Rapporto Assalco – Zoomark 2018, compendio annuale sul mondo dei pet, curato da Assalco (Associazione Nazionale tra le Imprese per l’Alimentazione e la Cura degli Animali da Compagnia) e da Zoomark International con il contributo di Centro Studio Sintesi, di IRI Information Resources e dell’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI).

I dati confermano che gli animali domestici d’affezione continuano a ottenere maggiori “incarichi di rilievo” fornendo assistenza ai non vedenti, svolgendo un ruolo primario nelle situazioni di soccorso, possono essere decisivi nelle situazioni di emergenza andando identificare le variazioni di glucosio nel sudore o nella saliva e salvando i diabetici e svolgono un ruolo decisivo nella pet therapy negli ospedali.

Resta ancora tutto da scrivere un maggiore riconoscimento anche a livello giuridico ed economico attraverso anche una serie di norme, strutture e sistemi e sarebbe necessario ottenere l’inserimento dei pet nello stato di famiglia, che consentirebbe di tutelare gli animali e realizzando un’anagrafe nazionale degli animali d’affezione.

 

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