Zoo: la Cina ne chiude 7, in Italia partono i controlli

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Qualcosa si muove in tema di violenze sul mondo della fauna? Forse si e magari nel 2011 potrebbe non essere più soltanto un sogno nel cassetto di molti, quello di vedere diminuire sensibilmente ogni tipo di maltrattamento sugli animali. A partire dagli zoo che, non sempre, rispettano tutte le normative che servono a cautelare la salute e la dignità degli amici a quattro zampe e non solo. In Oriente, e precisamente in Cina, il China Daily ha riferito che almeno il 10% delle circa 500 strutture di tale tipo sono fuori legge ed è scattata la chiusura per 7 luoghi dove centinaia di creature vengono tenute al freddo, con poco cibo e costrette a divertire il pubblico intervenuto.  Le autorità cinesi, hanno quindi deciso di revocare la licenza a chi non si adeguerà alla legge vigente.

Insomma, questa volta il Paese dagli occhi a mandorla è stato d’esempio con un passo avanti nell’attenzione al benessere animale, come dovrebbe avvenire presto anche in Europa e, nello specifico, in Italia. L’unico segno di attenzione per il problema, è stato notato una manciata di mesi fa, a Palermo, in occasione della chiusura dello zoo di Terrasini, al termine di una serie continua di denunce. Nel Lazio, invece, ne esiste ancora uno intestato addirittura ad uno zoo itinerante. Le cose non vanno meglio altrove, se si pensa che a San Pietroburgo sono morti 50 animali in un incendio, provocato forse da un corto circuito. Quasi tutti serpenti, facevano parte di interessanti e rare specie esotiche.Vittime innocenti, pure pappagalli, roditori, scimmie e cincillà.

La Lav continua a combattere affinchè qualcosa cambi, con l’iniziativa “Vogliamo un circo umano”, la quale afferma che nel Belpaese ci sono almeno 100 imprese circensi che detengono 2mila animali, di varie razze e non adatti a vivere con il nostro clima. Le specie vanno dai grandi felini agli elefanti, fino a ippopotami e cammelli.


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