Nella Puglia dei randagi succedono fatti inspiegabili, a Fasano un cane meticcio scappa di casa, una signora avverte prontamente i Vigili urbani che inviano il veterinario ASL a controllare e una volta arrivato sul posto pratica un’iniezione letale al cane.
Fatto che aggrava la situazione è che il veterinario dopo esserci accertato della morte del cane ha lasciato il corpo privo di vita sul posto lasciando in lacrime la signora da cui è partita la denuncia a GeaPress e i due bambini che erano con lei.
La donna ha compiuto l’iter giusto, ha avvistato le autorità di un cane presunto randagio, adesso però non riesce a “perdonarsi” quella telefonata ai vigili urbani dichiarando di “sentirsi come i delatori che, durante il nazifascismo, indicavano alle SS i nascondigli degli ebrei”.
Rabbrividisco a scriverlo ma a quanto pare il cane ammazzato dal funzionario ASL è stato poi rimosso la mattina dopo dagli operatori della nettezza urbana.
Della vicenda se ne è occupata la redazione di Go Fasano dove è intervenuta l’associazione Chiliamacisegua che si occupa di maltrattamenti su animali che esprime indignazione e sconcerto per quello che è accaduto nella cittadina pugliese.
L’associazione ha lanciato una protesta rivolta alle autorità di Fasano, della Puglia e Italiane: “Chiliamacisegua chiede al primo cittadino di intervenire e stigmatizzare l’episodio – dice l’Associazione – Prendere posizione per indagare a fondo e denunciare pubblicamente coloro che si sono macchiati di tale indecenza. Celare tale comportamento sarebbe come uccidere due volte quella povera bestiola. La coscienza del cittadino e della persona non merita l’eutanasia.”
Solo in un luogo incivile può accadere un gesto simile, ricordando che questa dovrebbe essere una goccia in mare esorto i lettori, in caso di avvistamenti di animali randagi, di contattare le autorità, gli animali saranno portati nei centri di accoglienza e non soppressi come narra questa triste vicenda.
