Uomo impicca il proprio cane: condannato a due mesi di prigione

di Redazione 1

No, il terribile evento non è accaduto in Italia, ma questo non cambia lo stato delle cose: un cane è stato brutalmente impiccato e il suo padrone ha ricevuto una punizione, nemmeno troppo pesante, per il suo assurdo comportamento. L’area in questione è Manchester, dove un quarantanovenne che aveva alzato un pò troppo il gomito ha posto fine alla vita del suo amico a quattro zampe, perchè gli aveva mangiato la cena e messo sotto sopra l’intera casa. L’animale era costretto a stare spesso da solo, con l’uomo poco riusciva a comunicare e, quest’ultimo, non era certamente pronto a prendersi curadi una creatura fragile, indifesa e bisognosa di tanto affetto.

Michael Evans, questo il nome dell’incauto padrone, aveva scelto come suo migliore amico un pet e si aspettava che si comportasse proprio come gli esseri umani, probabilmente non riuscendo a comprendere quanto seppur compatibili le due specie siano del tutto differenti, ed è anche giusto così. Non doveva essere un buon momento per questo signore inglese, che aveva consumato la propria serata tra fiumi di alcol e poco divertimento e, tornato tra le quattro pareti domestiche, in cerca di pace e serenità, è stato accolto da disordine, sporcizia e, soprattutto, dal tavolo senza cibo. Il cane, dal canto suo, si era sentito abbandonato e aveva fatto a modo suo un pò di baldoria, non immaginando di certo, di scatenare tanta ira nel suo “capobranco”.

Andato fuori di testa per il comportamento dell’amico a quattro zampe, lo ha legato con un catena al collo, è andato verso il ponte del fiume Irwell e qui l’ha impiccato. Quasi subito è stato trovato dalla polizia e processato e, in breve tempo, ha ammesso le sue responsabilità. Per questo, adesso, è’ stato condannato a due mesi di carcere, col divieto di possere animali domestici nei prossimi 10 anni. Peccato però che qualunque sia la punizione per il protagonista della storia, nulla potrà più riportare in vita il cane che ha sofferto tantissimo, prima di esalare l’ultimo respiro in modo atroce.


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