Tra i cani catturati uno su due torna dal padrone

di Redazione 1

cane

Un cane su due tra quelli catturati, alla fine, torna dal proprio padrone, proprio lo stesso che magari l’ha abbandonato senza farsi troppi scrupoli. Qualche volta però si tratta soltanto di un attimo di distrazione che fa si che il proprio pet si allontani e non ritrovi più la strada del ritorno, causando un grande dolore nella famiglia che lo considera facente parte del proprio nucleo.  A confermare questo dato è l’assessore alla Sanità della Regione Lombardia, Luciano Bresciani, il quale ha ribadito che “Il 46 per cento degli animali presi in questa regione, sono restituiti al legittimo proprietario e circa il 38 per cento, invece, sono affidati a qualcun altro in grado di amarli e allevarli“. Nel frattempo, nella stessa parte d ‘Italia, che pure non è ai primi posti riguardo al reperimento di amici a quattro zampe lasciati da soli per strada in nome delle vacanze estive, sta affinando la propria lotta contro questo triste fenomeno. In particolare, al giunta regionale, ha iniziato a seguire una serie di azioni che, fino a questo momento, hanno prodotto dei risultati molto significativi.

La restituzione e gli eventuali provvedimenti contro il padrone indisciplinato, possono essere effettuati grazie alla lettura del microchip collocato sui cani iscritti regolarmente all’anagrafe canina regionale. In questo modo questi teneri esseri viventi, vengono identificati e le informazioni vengono incrociate con la banca dati degli assistiti della Regione Lombardia, che aiuta a stabilire con certezza l’identità del possessore del pet.

Insomma, una “leggerezza” che può costare cara a chi insieme al lavoro, nella bella stagione, molla pure quel compagno affettuoso che non gli ha mai risparmiato la propria vicinanza durante i mesi invernali. I primi dettagli di questa iniziativa sono stati delineati a Varese  proprio dallo stesso Bresciani che ha anche ricordato le “Norme nazionali sulla tutela degli animali d’affezione e lotta al randagismo“insieme a Francesca Martini, sottosegretario al Ministero della Salute, che ha proposto e attivato una task force apposita presso il Ministero.

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