Parassiti dei cani in casa, come evitare diffusione

Pensate che con la fine dell’estate sia passato il pericolo di zecche, zanzare e acari per i nostri amici a quattro zampe?  Assolutamente no: anche nel corso della stagione più fredda è necessario proteggere i nostri amici a quattro zampe con una serie di trattamenti antiparassitari autunnali.

cani gatti

Pulci e acari non vanno in letargo e anche in questo periodo possono proliferare mettendo a rischio la salute e il benessere dei nostri animali domestici: collari e soluzioni spot, ma anche compresse in base alle vostre esigenze, devono essere utilizzate tutto l’anno e in autunno è bene prestare particolare attenzione anche alla pulizia, soprattutto se il cane vive in casa.

Angiostrongilosi cane cos’è sintomi e pericolosità

Richiesta di consulto veterinario su angiostrongilosi canina
Salve,vorrei che mi aiutaste a capire. Avevo 2 meticci di piccola taglia, una femmina di 5 anni ed il figlio di 2. Un mese fa il figlio ha iniziato a stare male, non respirava bene, non voleva mangiare ed era debole. L’abbiamo portato dal veterinario che l’ha curato per ingestione di veleno per topi nonostante avessi detto che era molto improbabile. È rimasto li per la notte ma al mattino mi ha chiamato per dire che non ce l’aveva fatta e dall’ autopsia era angiostrongilosi. Ho subito iniziato la cura all’altro cane che però dopo un paio di giorni ha iniziato a perdere gocce di sangue con l’urina. L’ho portata dal veterinario che dall’ecografia ha trovato la vescica piena di sangue. Ho iniziato quindi la cura per fermare l’emorragia che intanto era diventata copiosa ma dopo un giorno di sofferenza se n’é andata. Il veterinario non ha potuto questa volta effettuare l’autopsia e non si è pronunciato. Vorrei però ancora capire cosa è successo alla mia dolce cagnolina. Era angiostrongilosi anche nel suo caso o no? Perderli entrambi in una settimana è stato molto duro per me e vorrei almeno capire, non riesvo a rassegnarmi. Grazie mille per l’attenzione.

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Filariosi (o filaria) nei cani: cos’è, come si trasmette, il ciclo evolutivo ed i sintomi

La filariosi è una malattia molto pericolosa per i nostri cani, provocata da un parassita: la filaria. In realtà esistono diversi tipi di questo parassita, ma quello che ci interessa è il Dirofilaria Immitis (della famiglia dei Nematodi –vermi tondi) che provoca nei nostri amici a quattro zampe la filariosi cardiopolmonare, una patologia che può avere esiti fatali se non individuata per tempo. Si trasmette attraverso la puntura di una zanzara, ma tranquilli amici di Tuttozampe, approfondiamo insieme l’argomento per salvaguardare la salute del vostro cane.

Acari dell’orecchio nel cane e nel gatto

Gli acari sono parassiti minuscoli che nel cane e nel gatto possono provocare grandi disagi, scatenando reazioni come prurito e malattie infettive secondarie. Sui nostri amici a quattro zampe possiamo scovare principalmente tre tipi di acari:

  1. quelli a carico dell’orecchio, gli Otodectes cynotis;
  2. gli acari che provocano la rogna sarcoptica, Sarcoptes;
  3. gli acari della rogna rossa, Demodex.

Oggi ci occupiamo degli acari delle orecchie che provocano al cane ed al gatto una malattia conosciuta come otoacariasi o rogna auricolare o otodettica.

Pulci nei gatti, i segnali spia sul pelo

Dei segnali inequivocabili di un’infestazione da pulci nei gatti parla su Petplace la dottoressa Debra Dr. Primovic.
Anche se non vediamo il parassita, sul pelo potrebbe esserci una traccia che non lascia adito a dubbi sulla sua presenza nel nostro micio: si tratta degli escrementi che producono i microorganismi.

Come riconoscerli? Innanzittutto è bene sapere che aspetto hanno. A prima vista, potrebbe sembrare semplice sporcizia con cui è entrato in contatto il nostro amico a quattro zampe. Sulla superficie del pelo si presentano infatti come piccole macchie nere. Per darvi un’idea ancora più precisa, potremmo paragonarle a del pepe macinato fresco.

Purtroppo, però, è un materiale ben più fastidioso di una spezia. Le pulci si nutrono di sangue e, per quanto possa sembrare disgustoso, i loro escrementi contengono dunque principalmente il sangue digerito del nostro povero micio, vittima di questi minuscoli vampiri.

Rogna notoedrica nel gatto

La rogna notoedrica è una malattia della pelle contagiosa che provoca prurito al gatto causata da un’infestazione di parassiti, CATI Notoedres. Si tratta di un acaro della rogna che è strettamente legato al Sarcoptes canis, l’acaro che provoca la rogna sarcoptica nel cane. La malattia è altamente contagiosa nel gatto e si diffonde per contatto diretto. Gli acari possono sopravvivere soltanto sull’animale e possono vivere solo pochi giorni lontano dall’organismo ospite.

Anche se è un parassita che colpisce i gatti, questo acaro può occasionalmente infestare i cani e può causare un prurito lieve e temporaneo anche nell’uomo. L’acaro provoca prurito intenso e i gatti infestati possono causarsi danni significativi alla pelle mordendosi e graffiandosi. La malattia inizia alla base dell’orecchio e si diffonde al padiglione dell’orecchio, intorno al viso, e giù per il collo.
Alla fine, le lesioni possono raggiungere tutto il corpo, fino ai piedi e alla zona anale, probabilmente a causa del gatto stesso che, durante le operazioni di igiene quotidiana, la diffonde.

Prevenire i parassiti negli animali

animali

Se parliamo di ascaridi, anchilostomi e tenie, probabilmente, non soltanto i veterinari capiranno che si tratta di parassiti che rischiano di rendere fastidiosa la vita quotidiana dei nostri amici a quattro zampe. I problemi di salute che possono provocare, infatti, a volte sono piuttosto seri, soprattutto se vengono trascurati o curati in ritardo. La prevenzione, come sempre, è l’arma migliore e, in questo senso, quindi, meglio rinforzare in anticipo il sistema immunitario del cane. Meglio ancora, è fare controllare da uno specialista due volte all’anno che il proprio pet non abbia ricevuto la “visita” di questi non graditi esseri viventi. I primi segni di infestazione sono i vermi nelle feci, la diarrea, il vomito o la letargia e, in questo caso, è meglio rivolgersi ad uno specialista.