Sterilizzazione gatto, rischi, test preoperatori, costi: veterinario risponde

di cinzia iannaccio 2

Richiesta di consulto veterinario
Salve, vi pongo una storia che mi ha creato tanto dolore e che ancora non riesco a darmi pace. Una piccola gattina di tipo europeo che ho adottato liberandola dalla strada in quando randagia. L’ho praticamente cresciuta già nei primi giorni della sua vita anche se la madre è stata presente per poco più di un mese. Ha vissuto con un altro fratellino che ancora vive con me. Per evitare ulteriori cucciolate nella mia zona su consiglio della mia vet ho deciso a poco più di 6 mesi di farla sterilizzare.La gattina era appena andata in calore e aveva cominciato a frequentare gatti maschi. Non so se abbia avuto dei rapporti completi ma di sicuro era in calore. Ancora la gattina non aveva avuto nessuna vaccinazione e ne tanto meno aveva avuto esami del sangue per valutare alcune positività come la felv e la fiv. ………

 

sterilizzazione gatto

……..Comunque fisso un appuntamento , la gattina ha digiunato dalla sera e ha avuto l’0perazione di ovarioisterectomia verso le 11:30. Siamo rimasti che per le 17 del pomeriggio l’avrei ritirata. Mi reco sul posto all’appuntamento e ho chiesto come era andata. Lei mi ha assicurato che era andata tutto bene e che la gattina era gia sveglia anche se ancora si doveva smaltire i farmaco dell’anestesia. Pago il dovuto (su questo punto ci ritorno dopo) e la porto a casa. La sera la gattina mi è apparsa debole e non aveva voglia di mangiare e di bere nulla.Fin qui tutto nella norma i gatti se non si sentono bene tendono a no mangiare. L’ho lasciata in una stanza da sola a riposare con il collare, mi sembrava che avesse dei brividi e un po di tremore ,l’ho accarezzata e l’ho lasciata dormire cosi mi ha consigliato la mia veterinaria.La mattina la trovo ancora debole con scarsa concentrazione e ha cominciato a miagolare e aveva sintomi di nausea e ogni tanto si rovesciava un liquido a volte giallastro a volte verdognolo ma ancora non aveva stimolo di mangiare e di bere. Appena possibile ho ritelefonato la vet spiegando il tutto e mi ha detto che a volte può capitare che alcuni gatti reagiscono cosi comunque nulla di preoccupante almeno fino a tre giorni. Poi mano mano i sintomi sono peggiorati la gattina era letargica era irrequieta ,non riusciva a trovare una posizione per calmarsi e trovare sollievo. Appena ha cominciato a bere un po di acqua ma subito dopo si rovesciava tutto e si stava disidratando. La cosa cominciava a preoccuparvi ,ho sterilizzato altri gatti seppur più anziani ma hanno ripreso già dal secondo giorno e senza tali sintomi marcati. La mattina seguente ho telefonato alla vet con insistenza e gli ho detto che c’era qualcosa di serio a quel punto mi ha detto che nel pomeriggio l’avrebbe visitata.

Mi reco con tempestività con la gattina quasi priva di forze e che ha provato anche ad allontanarsi da casa ma poi l’ho recuperata a pochi metri stremata e con tanti dolori. La vet gli fa le prime visite tipo bocca,occhi pancia .misurazione delle temperatura ma tutto sembrava regolare almeno era quello che mi voleva fare intendere. Poi mi ha detto che la gattina doveva restare sotto osservazione e gli ha praticato una fiale di antibiotico e gli ha fatto delle flebo di glucosio e non so se qualcos’altro. Ho cercato di fargli delle domande a cui le rispondeva tergiversando sull’esito dell’operazione che lei ha definito riuscita e sul fatto se avesse fatto esami prima di operare. Lei ha cominciato a darmi delle spiegazioni le quali mi hanno sbalordito del tipo che l’iter di protocolli che si seguono per piccoli gattini non obbligano ad accertare ulteriori esami prima di effettuare la sterilizzazioni perché le complicazioni possono capitare a un numero bassissimo di gattini. Premetto che non sono stato informato di tale procedure e ne tanto meno ho firmato una liberatoria . A questo punto gli ho chiesto come gli appariva la gattina e lei mi ha risposto: la vedo male male e temo che non passi la notte! A questo punto gli chiedo di fargli gli esami che di regola doveva aver fatto prima dell’operazione ,lei mi ha detto che dopo aver finito la flebo (che tra l’altro la gattina ha trovato la forza di recidere il tubo più volte) l’avrebbe effettuati.L’ho telefonata la sera tardi e mi ha detto che era positiva alla fiv e negativa alla felv. Secondo lei questo avrebbe scombussolato le difese immunitarie della gattina esponendoli a rischi di tante patologie e che ciò era dovuto allo stress della gattina per via dell’anestetico e dell’operazione.Però non mi ha saputo spiegare di che cosa soffrisse realmente la gattina,tra l’altro non gli ha trovato la febbre anche se penso che l’abbia misurata frettolosamente e abbia deciso lei la temperatura della micia. Io gli ho detto che se c’erano novità di chiamarmi subito(abito a 20 chilometri dalla clinica).

Nella mattinata la telefono da dove lavoravo e mi ha comunicato il decesso della gattina a qual punto mi è crollato il mondo addosso. Mi ha detto che se volevo potevo accertare le vere cause del decesso avviando l’autopsia o un esame che adesso non ricordo e io gli ho detto che questo esame era meglio che se lo pagava lei per evitare di fare altri disastri e non c’è l’ho fatta ad andare a ritirare la gattina perché era in perfetta salute :mangiava,saltava,faceva i bisogni regolarmente e poi invece di rendergli la vita più serena l’ho fatta torturare fino alla morte. Ha avuto anche il coraggio che gli esami costavano 30 euro e che le flebo gli e le regalava. Ritornando alla questione economica lei prende 60 euro per tale intervento contro i 130 della media nazionale. Opera sempre da sola e spesso risponde al cellulare :se telefono entro due minuti risponde sempre. Mi chiedo con quale tranquillità opera e se adotta un minimo di protocollo sia sull’anestesia che sulle operazioni. Non vorrei che tralascia alcune regole per avere tanti cliente offrendo delle cifre allettanti esponendo tanti animali a grossi rischi. Chiedo in vostro aiuto perché mi voglio fidare ancora di chi tiene a cuore gli animali prima del denaro sperando che da questa mia testimonianza mi potreste dare delle spiegazioni di come questa gattina sia morta o se forse addirittura è stata soppressa mascherando un intervento mal riuscito.Vi ringrazio gia da adesso per il vostro aiuto ma tutto lo faccio per la piccola Praga che ancora sognava di vivere e adesso è volata via per sempre .

Tipo di consulto Veterinario Generale
Tipo di problema Gattina di 6 mesi , deceduta dopo tre giorni dalla sterilizzazione

 

 

Risponde il dottor Fabio Maria Aleandri, Medico Veterinario e direttore sanitario del Centro Veterinario Aleandri, con sede in Roma. Per contatti diretti mail [email protected]       www.ambvetaleandri.eu

Gentile Sig.  Premetto che non posso entrare nel merito di che cosa sia successo, perché non ho dati sufficienti per poter formulare una qualunque ipotesi. L’autopsia fatta da un organo competente (per es. l’istituto zooprofilattico) avrebbe potuto toglierci i dubbi e permetterci di capire che cosa non è andata bene. Tuttavia possiamo fare un discorso generale che potrà essere utile anche per un futuro.

Prima di tutto e non dobbiamo mai dimenticare che un rischio anestetico esiste sempre, qualunque tipo di intervento si esegua e qualunque procedura si metta in atto. Certamente l’incidenza del rischio cambia a seconda di alcuni fattori quali età, stato di salute e causa dell’intervento. Nel caso di  una sterilizzazione di un animale giovane e in buone condizioni il rischio è basso, ma non inesistente. Ritengo sia indispensabile  farlo sempre presente prima di procedere.

Riguardo l’esecuzione di controlli preoperatori sono sempre consigliabili, indispensabili su animali di oltre 8 anni o con patologie in corso. Vanno sempre proposti prima di un intervento , lasciando eventualmente  al proprietario la scelta nelle situazioni più tranquille, mentre, almeno per quanto mi riguarda, considerarle condizione indispensabile e necessaria per la chirurgia nelle situazione potenzialmente più rischiose. Fanno in parte eccezioni le chirurgie in emergenza, quelle salvavita, dove a volte possiamo effettuare solo qualche controllo e non tutti per motivi di tempo la dove ovviamente aspettare può mettere a rischio la vita dell’animale. Cosa valutare ? in linea di massima più controlli facciamo e meglio è, ma personalmente almeno un profilo ematobiochimico, un elettrocardiogramma e una radiografia del torace sono indispensabili. Utilissimo il profilo coagulativo. Di più a seconda dei casi. I controlli preoperatori ci mettono al sicuro da problemi? No ci sono patologie che non si rilevano agli esami preliminari e che possono portare complicazione in corso di anestesia. Nel suo caso proporre dei controlli sarebbe stato corretto. Il discorso Felv – Fiv va valutato perché una positività non corrisponde necessariamente ad una malattia in atto. Quindi il positivo o negativo può indicare malattia, infezione o semplice esposizione e va valutato nel complesso della situazione del gatto. Mi sentirei di dire che la positività alla Fiv probabilmente non sia stata la causa del problema, ma prenda questo come una mera ipotesi non conoscendo a fondo la situazione.

Due parole su come andrebbe eseguita una sterilizzazione. Si tratta di un intervento come gli altri e richiede quindi le stesse attenzioni. Anestesia con intubazione, monitoraggio intra e peri operatorio, sterilità , nulla di diverso da interventi più “importanti”. Qui mi permetta di parlare dei  costi. Eseguire le varie pratiche mediche nel modo migliore ha dei costi, sia immediati (anestesia, farmaci, fili chirurgici, materiale vario) sia generali (sala chirurgica dedicata, attrezzature per l’anestesia efficienti e moderne, apparecchiature per il monitoraggio) sia professionali (studio, studio, studio). Per questo è inevitabile che il costo della prestazione sia tale da coprire tutto questo e assicurare al professionista una giusta retribuzione considerando tutto il suo impegno (anni di studio che non finiscono mai, costi per l’aggiornamento, tempo sottratto alla propria vita privata ecc…). Quindi non sempre chi pratica onorari “bassi” (magari risparmiando su tutto) è più “onesto” di chi applica un onorario corretto fornendo però delle garanzie maggiori. Spesso si tratta solo di marketing. Tutto questo sicuramente non è successo nel suo caso, ma domandarsi perché si offrono delle prestazioni a meno della metà del costo medio può aiutare s far correre meno rischi ai nostri piccoli amici. Ovviamente può esserci il problema anche nella mega clinica super attrezzata e  costosissima, ma almeno sappiamo di aver fatto tutto il possibile per ridurre il rischio al minimo.

La scelta di sterilizzare gli animali è sempre fonte di scelte complesse. Li aiutiamo o no con questa pratica? Difficile dare una risposta univoca, può dipendere da tanti fattori. Trattandosi di gatti, soprattutto di gatti che possono uscire mettere al mondo nuovi piccoli in un mondo dove sono già tantissimi esponendoli a molteplici rischi non trovo sia positivo, inoltre le gatte sono esposte a tanti rischi (infettivi, incidenti ecc..). Per questo appoggio la sua scelta. Quello che mi sento di dirle è di non sentirsi in colpa per quanto è successo, il suo intento era quello di aiutare la piccola Praga non di fargli del male. Lei ha fatto quello che riteneva giusto e assolutamente non si ritenga responsabile di quanto successo. Capisco che per chi ha un profondo amore per i piccoli pelosi ( e da quello che mi dice sono sicuro sia il suo caso) una situazione come questa sia devastante. Ricordi sempre con affetto la piccola che, come per ogni  amico che se ne va, ci rimane per sempre nel cuore e pensi al fratellino che è ancora con noi e a tanti altri gattini che nel corso del tempo potranno trovare in lei un amico sincero e affettuoso. Le sono vicino per la sua perdita. Cordiali saluti e un pensiero alla memoria della piccola Praga. Dott. Fabio Maria Aleandri. Medico Veterinario

 

 

 

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Foto: Thinkstock

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