Piante velenose per gatti, quali sono?

di Valentina Commenta

Quando si possiede un gatto si è coscienti di dover scendere a compromessi per ciò che riguarda la flora della propria abitazione, eliminando le piante velenose per il proprio felino: scopriamo quali sono quelle da evitare come la peste e rimuovere sia dall’interno che dall’esterno.

Piante velenose per gatti

Esistono molte piante che se inserite in giardino o addirittura in casa possono fare del bene al micio: un esempio ne sono la actinidia, la valeriana e l’erba gatta. Al contempo però non si può fare a meno di ricordare che ve ne sono diverse che possono essere causa di gravi problemi di salute per i gatti.  La prima in una eventuale lista è l’aloe: perfetta per gli umani, il succo è invece tossico per i felini. Ancor più pericoloso è il ficus, che risulta essere tossico sia per ingestione che per contatto, come il fiore dell’anthurium. La calla e il filodendro sono altre due piante altamente tossiche per i gatti, così come la dieffenbachia, a causa del lattice che produce e lo spatifillo, le cui foglie e rami sono velenosi sia per i gatti che per i cani.

Una volta conosciute le piante velenose per i gatti diventa importante comprendere come fare per evitare che il proprio animale tenti di mangiarle. Ovviamente la soluzione migliore sarebbe quella di evitare proprio che trovino posto nell’abitazione o nel giardino: questo perché se non sono presenti non potranno essere a portata di zampa del gatto.  In alternativa, se proprio non si vuole rinunciare alla presenza di questi esemplari, nemmeno per preservare la salute del proprio animale, si può provare a spruzzare del repellente, ovviamente avendo cura di verificare sia l’efficacia del prodotto che il suo essere innocuo per i gatti.

Piante adatte a una casa con gatti

La salute del proprio animale, quando si acquista o si adotta un gatto, deve sempre venire al primo posto. Ecco perché è consigliato lavare in modo approfondito le mani dopo aver toccato le suddette piante e magari optare per un arredamento “green” di tipo differente, utilizzando piante che è risaputo non rappresentino un problema come la calendula e la citronella, il timo e il tarassaco, la camomilla e l’echinacea.

È importante essere coscienti di quali siano i sintomi da avvelenamento nel gatto e correre immediatamente dal veterinario che una volta eseguita la diagnosi potrà optare per una lavanda gastrica o per un antidoto. E’ bene ricorrere al medico se il gatto presenta vomito e diarrea, spasmi e difficoltà a respirare, starnuti e tosse, emorragie.

 

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