Il parto e lo svezzamento dei criceti

di Daniela Commenta

parto e svezzamento criceti

Nei giorni scorsi vi avevamo parlato della riproduzione dei criceti, oggi vi spiegheremo come avviene il parto e lo svezzamento dei cuccioli. Il parto delle femmine di criceto si verifica di solito nelle ore notturne per un tempo proporzionale al numero di cuccioli che stanno per nascere. Una volta partorito la madre mangerà la placenta e reciderà il cordone ombelicale; i cuccioli nascono nudi e ciechi e inizieranno subito a succhiare il latte della mamma.

È importantissimo non avvicinarsi spesso alla gabbia e soprattutto non toccare i cuccioli fino al completo svezzamento: la madre, se spaventata potrebbe uccidere i cuccioli in segno di difesa, quindi lasciatela tranquilla con i suoi piccoli e non tentate di pulire la gabbia fino a che i cuccioli non saranno totalmente autosufficienti.

I primi peli dei cricetini spunteranno dopo 6 giorni e dopo 10 saranno ne saranno già coperti e apriranno gli occhi. Piano piano i cuccioli inizieranno a mangiare ciò che la madre ha conservato per loro all’interno del nido; l’alimentazione ideale da fornire ai piccoli durante lo svezzamento è un croccantino per gatti per ogni nuovo nato, frutta, verdura e latticini in piccole dosi; nel mix di pellettato scegliete i semi di piccole dimensioni in modo da facilitare l’iniziale utilizzo delle tasche guanciali dei cucciolo.

Il periodo della separazione varia da un esemplare all’altro, perché spesso i cuccioli non raggiungono lo stesso grado di sviluppo nello stesso momento; una buona norma da attuare è quella di attendere che la mamma non sia più disposta ad allattarli, comunque non attendente oltre i 30 giorni e subito dopo separate i cuccioli per sesso in modo da evitare l’accoppiamento tra consanguinei, perchè il rischio di malattie è molto alto.

Attenzione anche al maschio: la femmina va in calore già dopo il parto e quindi, se dentro alla gabbia ci sarà il maschio, i due tenteranno di nuovo l’accoppiamento dal quale scaturirà un nuova gravidanza che la femmina non ha forze per sopportare.

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