Levriero Afgano, il cane di Noè

di Claudia 2

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Io ho una vera passione per questo cane. Devo ammettere che se a volte immagino per me per la mia futura famiglia una grande casa, magari con giardino, non posso fare a meno di pensare a un paio di cani da possedere, e nei sogni, in cui non vado nei canili a recuperare dei piccoli trovatelli, tra le fronde degli alberi e in mezzo ai cespugli spunta fuori un favoloso Levriero Afgano. Non è detto che un giorno non accada! Ma veniamo a questo cane, che nasconde anche una mitologia che lascia senza fiato.

L’Afghan Hound è ritenuto da molti il cane più antico del mondo. E’ originario del Sinai, le immagini, ma anche testi che lo citano, appaiono su papiri e iscrizioni all’interno di antiche tombe. E’ rimasto puro per secoli, così come è arrivato a noi, perchè in Afghanistan, sua terra d’origine, ne era proibita l’esportazione, infatti è giunto in Europa, di contrabbando, nel primo Novecento. E’ uno dei cani più versatili che esistono, è stato pastore di pecore, cacciatore di lupi, cervi, gazzelle, conigli, sciacalli, marmotte, e le leggende narrano che sia stato in grado di inseguire e fermare anche i leopardi.

La storia però che rende il Levriero Afgano davvero speciale è quello che lo lega a Noè. Sembra che questo sia stato il cane che Noè caricò sulla sua Arca. E addirittura la zona della Nigeria in cui il Levriero Afgano si moltiplicò maggiormente, il Bornu, che significa terra di Noè, è proprio la porzione di territorio in cui  pare che l’Arca toccò il suolo dopo il Diluvio Universale. La storia a volte può confutare la leggenda. Oltretutto il mito si divide in due. Una prima storia vuole che i Levrieri furono gli ultimi a salire sull’Arca e quindi il loro lungo muso prese l’acqua durante tutto il viaggio; un secondo mito racconta che Noè non riusciva a tappare tutte le falle che si erano fomate all’interno dell’Arca e i Levrieri corsero in suo aiuto, infilandoci dentro i musi. Il punto a cui arriviamo è lo stesso, queste leggende spiegano, in termini mitologici, perchè il tartufo dei cani è umido. Tutto molto poetico e misterioso.

Il Levriero Afgano è un corridore dalla vista eccellenza, senso che è in grado di usare al pari dell’olfatto e dell’udito. Il suo aspetto è forte e altero, potente e nobile. La sua altezza varia dai 68 ai 73 centimetri, il peso tra i 22 e i 29 chilogrammi. Ha la testa lunga e sottile, il naso appuntito di colore scuro o marrone-fegato, gli occhi sono quasi triangolari, scuri o dorati. Il collo è lungo e forte, le orecchie portate piatte lungo la testa, ricoperte di pelo setoso. Questo Levriero è dotato di zampe larghe e anche snodate, infatti queste ultime sono situate più in alto e in posizione più divaricata rispetto alla maggior parte dei cani.

E’ in grado di attraversare i sentieri più accidentati, di muoversi senza problemi sulla sabbia, sulle rocce, su cumuli di rami. Il suo pelo fluente lo protegge dai cespugli e dalle spine durante la caccia. Il manto è proprio la principale caratteristica della razza. Il pelo setoso ricopre interamente il corpo, solo sulla mediana risulta leggermente più corto. Può essere di tutti i colori, ma i più frequenti sono il fulvo, il nero con macchie color castagna, il bianco, e il tricolore. Va spazzolato molto spesso, sopporta molto bene il caldo e resiste senza battere ciglio sotto la pioggia o al freddo.

E’ un cane molto indipendente, diffidente con gli estranei ma molto affettuoso in famiglia e ben disposto al gioco. Viene ancora utlizzato nella caccia ma grazie alla sua bellezza è diventato un cane da possedere e mostrare, anche con un po’ di vanità da parte dei suoi padroni. E’ sensibile, definito indomabile, in realtà ha solo bisogno di essere educato con le buone maniere. E’ un compagno fedele e affettuoso, come tutti i Levrieri però non è adatto alla vita da appartamento, necessita di lunghe passeggiate e corse all’aria aperta, tenetelo d’occhio però, altrimenti rischierete di perderlo di vista in un baleno!

[Photo Credits: teisbat]

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