I gatti e il loro “magico” mondo

di Francesca Spanò 1

Cacciatori carnivori, i teneri mici che allietano molte delle nostre case o che vivono per le strade cittadine, non somigliano ai cani per carattere e atteggiamento. Il loro, infatti, è un temperamento molto più solitario, maggiormente nervoso, meno adattabile ai cambiamenti e parecchio più determinato, soprattutto se si tratta di territorio. La differenza fondamentale con i loro atavici nemici-amici a quattro zampe, è quella di non volere assolutamente compiacere l’uomo e addestrarli, infatti, non è una causa persa ma nemmeno una azione semplicissima. In ogni caso, i gatti non sono assolutamente indisciplinati, ma rispondono alla ricompensa e alla disciplina e ubbidiscono ai comandi.

Nonostante sembrino meno fragili e indifesi, in realtà sono molto sensibili e in grado di sentire come tante altre specie presenti in natura le sensazioni di chi si trovano accanto, anche se si tratta di esseri umani. Non sono rari neppure i casi in cui il micio subisce dei traumi, proprio come può capitare ad un cane, per via di maltrattamenti o abbandoni. La conseguenza può essere un comportamente estremamente schivo e solitario o, addirittura, una mal celata aggressività ed uno spiccato senso, del resto naturale, nell’essere un cacciatore. Spesso qualche veterinario o esperto in materia di animali, consiglia di mantenere l’equilibrio caratteriale del gatto, attraverso delle essenze naturali o floreali. Servono, infatti, a far riemergere l’addestramento ricevuto come animale domestico e ad infondergli calma e tranquillità.

Certamente, però, è importantisimo introdurre delle regole per il gatto e farle rispettare. Ovviamente dovete essere voi a far capire chi comanda e come volete essere rispettati. Fate loro capire che non devono saltare sul tavolo mentre mangiate ad esempio, che non devono assolutamente, mordere le caviglie per l’ansia di ottenere il cibo e così via dicendo. All’inizio cercate di ricompensare il loro giusto atteggiamento con un bocconcino. Ricordate, però, di non lasciare un gatto da solo a lungo, perchè si affezionano molto al padrone, ma soffre parecchio la lontananza.

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