Hachiko A dog’s story: Richard Gere, l’amore per i cani in una fiaba per adulti

di Paola P. 3

Hachiko- Richard GereHachiko: A Dog’s Story. Una di quelle storie da raccontare davanti ad un falò. Così la definisce l’attore protagonista, Richard Gere, amante da sempre dei cani, che si cimenta nel ruolo del serio professor Parker, che un giorno si porta a casa un cane dando vita ad un sodalizio senza fine.

Alla presentazione (fuori concorso, nella sezione Alice, dedicata ai ragazzi) al Festival del cinema di Roma è stato accolto dagli aggettivi sentimentale e commovente. Un film, quello prodotto dalla Lucky Red per la regia di Lasse Hallstrom, dalla trama semplice, e forse per questo alquanto disarmante, per un pubblico del grande schermo abituato a ben più complessi intrecci ed effetti speciali. In Italia la pellicola approderà nelle sale a dicembre. E per riscaldare una fredda e lunga  serata invernale non esiste niente di più appropriato, a giudicare dai primi commenti piovuti sul film. Ma guai a chiamarla favoletta per bambini. La storia si basa su fatti realmente accaduti in Giappone e Gere è pronto a giurare che ci lascerà qualcosa di indelebile dentro, cosa che una comune storiella non potrebbe certo fare.

Ma veniamo alla trama. A dog’s story è l’adattamento americano di un racconto giapponese che narra le vicende di un cane di nome Hachiko. Segni particolari: amore spassionato e fedeltà incondizionata verso il suo padrone. Il cane di razza Akita, accompagna il suo padrone alla stazione ferroviaria ogni giorno e torna ogni pomeriggio ad aspettarlo quando rientra dal lavoro. Purtroppo il professore muore, ma Hachiko ogni giorno ritorna in stazione nello stesso posto alla stessa ora, per aspettarlo. Invano. Per nove lunghi anni.

hachikoDurante le sue soste in stazione,  Hachiko  incrocia le esistenze di molti pendolari e di persone, storie che ruotano attorno alla piazza del paese. Un cane che insegna alla gente del posto l’amore, la tenacia e soprattutto la fedeltà irremovibile. Oltre il tempo. Oltre i confini della morte. La memoria. Il ricordo.  Oggi alla stazione di Shibuya in Giappone c’è una statua di bronzo di Hachiko (nella foto a lato), che lo riproduce in attesa del padrone al suo solito posto, a testimonianza perenne della sua devozione  e del suo amore.

Richard Gere afferma di aver pianto quando ha letto il copione:

La prima volta che ho letto lo script mi sono messo a piangere. Ha una forza misteriosa. Non c’è  trucco né stratagemma, solo la magia della narrazione. All’inizio  ho scelto di recitare in questo film perché pensavo fosse uno di quelli che potesse vedere mio figlio e anche il mio cane. Poi però, rivedendo il montato, ho capito che se era una fiaba, era per adulti.

Al film hanno preso parte tre diversi cani, nessuno dei quali è stato addestrato per il ruolo da interpretare. D’altra parte, lo sappiamo bene che, quando si tratta di fedeltà, al cane si sta chiedendo solo di essere sè stesso. Di seguito il trailer di Hachiko, a dog’s story.

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Commenti (3)

  1. La storia è bellissima e mi ha portato a documentarmi e a scoprire della statua di Hachi eretta alla stazione. Devo dire che su questo non sono d’accordo, perchè tenere Hachi ancora lì che aspetta?..Si poteva pensare a raffigurare anche il Prof. Ueno ed un loro incontro?..

    1. Si, effettivamente la statua è come la storia: bellissima ma triste da piangere. Un’attesa ed una fedeltà infinite. D’altra parte rappresentare il momento dell’incontro sarebbe stato incorniciare l’attimo felice di questa amicizia, ma forse non avrebbe ottenuto lo stesso effetto…

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