Gatto anziano rifiuta la lettiera, che fare?

di cinzia iannaccio Commenta

Richiesta di consulto veterinario su gatto anziano che rifiuta la lettiera
Buonasera.  Abbiamo una gattina ormai ventenne quasi sempre stata in casa ma libera di uscire. E’ stata sempre educatissima per quanto riguarda i propri bisogni. Da alcuni mesi e ora sempre più frequentemente fa i bisogni non esattamente nel posto giusto, ad esempio sul pavimento di casa. La cassetta (lettiera ndr) non la considera più, anzi, la rifiuta. Su consiglio del veterinario, che l’ha anche visitata trovandola in buona forma, ho provato a cambiare contenitore e sabbia, ma niente .I “guai” sono cominciati col freddo, prima andava a farla fuori. Non si capisce il rifiuto della cassetta che d’inverno è sempre andata bene. Se avete qualche idea ringrazio.

gatto anziano rifiuta lettiera

Tipo di consulto: Veterinario Comportamentalista
Tipo di problema: comporamento gatta anziana che rifiuta la lettiera

Risponde la Dottoressa Silvia Marangoni, Medico Veterinario Esperto in Comportamento. Esercita la sua professione in provincia di Treviso e Vicenza, ma pratica consulenze specialistiche anche a Belluno e Venezia; Per contatti diretti:
Mob: 3281121823
email: [email protected]

 

Gentilissimo, l’invecchiamento è un processo fisiologico che si manifesta nei nostri animali con modificazioni sia delle funzioni organiche sia delle risposte comportamentali. Di per sé non è una patologia, ma riduce la capacità di far fronte a stimoli stressogeni fisici e psichici: esso infatti si palesa con una disorganizzazione dell’insieme dei comportamenti, facilitando la comparsa di alterazioni cognitive ed emozionali che possono anche aggravare affezioni comportamentali già in atto o manifestarsi con nuovi comportamenti. Il gatto può regredire e possono ricomparire comportamenti infantili come l’esplorazione orale e la minzione inappropriata. A volte compaiono alterazioni del ritmo sonno-veglia, miagolii senza apparente motivo, disorientamento spaziale, aggressioni anche nei confronti dei familiari e minor attenzione all’igiene personale. Sarebbe comunque importante -se non lo ha già fatto- sottoporlo ad una visita medica per escludere patologie organiche sottostanti. Un aiuto può arrivare dall’utilizzo dei feromoni sotto forma di diffusore ambientale, negli ambienti che il gatto frequenta di più. Esistono altri supporti terapeutici che si possono somministrare, ma serve una visita da un Medico Veterinario Comportamentalista. Le faccio moltissimi auguri.
Dott.ssa Silvia Marangoni
Medico Veterinario Comportamentalista
ULSS N°2 Marca Trevigiana – TV 347
Mob. 328 1121823

 

 

Leggi anche:

La lettiera: io, il gatto, il compromesso

 

 

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Per le emergenze rivolgersi al servizio veterinario più vicino.

Foto: Thinkstock

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