Cervo sardo: scampato pericolo per l’estinzione

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Grazie all’azione di ripopolamento fatta negli anni, il cervo sardo è fuori pericolo di estinzione: la buona notizia è stata resa nota dal presidente dell’Ente Foreste della Sardegna, nel corso dei lavori del Convegno Il Cervo Sardo-Corso, Salvatore Farina. L’opera per consentire il ripopolamento di questo bellissimo esemplare, è iniziata tantissimi anni fa: nel 1985 la Regione Sardegna portò due coppie di cervi sardi in Corsica, nel corso di un gemellaggio, per consentire il ripopolamento di questa specie scomparso nell’isola francese dal 1970.

Sono passati ben 25 anni da allora ed i risultati sono visibili solo oggi, la popolazione di cervo sardo è definitivamente considerata fuori pericolo. Il cervo sardo si distingue dalla specie nominale europea per alcuni caratteri morfologici come adattamento alle condizioni di insularità, come ad esempio per le dimensioni del corpo che sono inferiori rispetto a quelle del cervo europeo. Le corna inoltre, presenti solo nel maschio, differiscono da quelle dell’europeo per le dimensioni raggiungendo una lunghezza massima di 70 cm ed un peso di circa 1 kg per asta.

Si nutre sia di piante erbacee, graminacee, leguminose, cardi e rovi, che degli arbusti della macchia mediterranea, di cui usa scortecciare i fusti: il nucleo familiare è costituito da una femmina adulta, il piccolo dell’anno e quello dell’anno precedente, spesso sono riuniti in branco con i rispettivi piccoli e guidate dalla femmina madre più anziana.

Il Cervo sardo ha subito un fortissimo declino a causa della caccia, del bracconaggio e della perdita di habitat: per scongiurare ogni pericolo questa specie venne posta sotto tutela dalla Convenzione di Berna, All. III; DIR. CEE 43/92 quando vi erano in circolazione appena duecento capi. Pochissimi se paragonati alla grande diffusione di tale animali sull’isola fin dal 19° secolo.

Oggi ci poniamo due obiettivi fondamentali da realizzare nei prossimi cinque anni: aumentare la distribuzione del cervo sardo-corso ad almeno il 30% della superficie dell’isola e di raggiungere una consistenza di popolazione che garantisca il passaggio ad uno status di conservazione diverso da quello attuale.

commenta Farina a Libero news. Speriamo che l’azione di ripopolamento dia i suoi frutti e che questa bella specie di cervo possa tornare nella sua terra d’origine, libera e al sicuro.

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