Uccelli tropicali, consigli… primaverili!

pappagalli fotoL’arrivo dell’aria più calda (ma chi l’ha vista ancora?) dopo un rigido inverno ci procura una gioia immensa, figurarsi agli uccelli tropicali, come i pappagalli. Per godersi l’arrivo della Primavera in compagnia dei nostri variopinti amici, cerchiamo innanzitutto di passare un po’ di tempo in più insieme a loro.

I pappagalli e gli altri uccelli da compagnia hanno bisogno di luce solare in modo che i loro corpi siano in grado di produrre vitamina D, proprio come noi. In primavera e nei caldi giorni d’estate, è possibile spostare la gabbia del vostro animale domestico vicino ad una finestra o all’aperto in un posto soleggiato per pochi minuti. Troverete che può essere molto divertente stare in compagnia del vostro pappagallo godendovi insieme il sole.

Cardellini liberati a Striscia la notizia, una condanna a morte

cardellini  striscia la notiziaStriscia la Notizia è nella bufera per aver (ri)messo in libertà numerosi cardellini, tenuti in ostaggio ed in condizioni igieniche estreme. L’accusa all’inviato del tg satirico, Edoardo Stoppa, che ha realizzato il servizio, viene da Federfauna, che ha depositato una denuncia-querela non solo nei suoi confronti, altresì diretta verso tutti i partecipanti all’operazione di scarcerazione degli uccellini. La motivazione è presto detta. Liberare nel gelido inverno di Mondovì (Cuneo) i volatili equivarrebbe ad una condanna a morte.

C’è chi sostiene si tratti di polemiche sterili, volte ad ostacolare chi fa qualcosa di concreto per gli animali, con tanto di diretta tv, e andando quindi a colpire la sensibilità di una larga fetta di popolazione su temi altrimenti poco dibattuti. In realtà la Società Italiana Veterinari Animali Esotici interviene nella diatriba, confermando le scarse probabilità di sopravvivenza dei cardellini liberati, un bel gesto, senza alcun dubbio, ma che spettacolarità a parte del ridare la libertà ad animali in gabbia perdipiù maltrattati, non tiene conto dei fattori di rischio ancora maggiori della prigionia:

Non basta aspettare che smetta di nevicare –osservano i veterinari – c’é una biologia da considerare attentamente, dato che questi uccelli non possono sopravvivere a condizioni climatiche e ambientali come quelle dell’inverno cuneese.

Il canarino rosso, ovvero il volatile colorato

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A differenza di quello che comunemente si pensa, il canarino rosso non è il frutto della mutazione di un canarino giallo, bensì è il risultato dell’ibridazione con il Cardinalino del Venezuela, è quindi il suo brillante colore rosso è dovuta alla capacità del canarino di sintetizzare i caroteni in rosso invece che in giallo.

C’è da dire, comunque, che il colore rosso di questo volatile è dovuto anche alla somministrazione di coloranti sintetici durane la muta, con l’obiettivo di ottenere una tonalità più brillante; i coloranti più usati, che vengono generalmente mescolati nel cibo o nell’acqua, sono il betacarotene, la cantaxantina e il carofil rosso. Secondo gli allevatori, un buon canarino rosso deve presentare una colorazione uniforme e brillante, che non tenda né all’arancio né al viola.

Il canarino mosaico

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I canarini mosaico sono definiti tali in quanto presentano la caratteristica colorazione rossa che li contraddistingue: il colore rosso è stato introdotto nei canarini domestici tramite ibridazione con il Cardinalino del Venezuela, un piccolo uccello esotico americano. L’incrocio venne eseguito intorno agli anni venti, ottenendo i primi ibridi mentre qualche decennio dopo venne data vita al canarino mosaico vero e propio.

I canarini a fattore rosso si dividono in due gruppi: quelli che presentano un fondo chiaro e quelli a fondo scuro, a loro volta poi sono ulteriormente suddivisi a seconda del piumaggio, Intenso, Brinato e Mosaico.L’intenso si ha quando l’animale presenta una aggiore intensità dellacolorazione, data dalla distribuzione dei pigmenti colorati sul piumaggio, i Mosaico invece presentano una tinta a fondo bianco o grigio, con zone giallo, arancione e rosso in determinate parti del corpo come fronte, guance o petto.

Poichè il canarino mosaico non prensenta una colorazione molto intensa, alcuni allevatori consigliano la somministrazione di coloranti sintetici: tale comportamentonon è consigliato e può alla lunga nuocere all’animale. I coloranti più usati sono il betacarotene, il carofil rosso e cantaxantina, ma si consiglia di evitare tale somministrazione e di mantenere il piumaggio del canarino naturale.

Pappagalli: immagini e un po’ di notizie

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Psittaciformes. Ovvero l’ordine a cui appartengono una gran moltitudine di uccelli, noti a tutti come Pappagalli. La diffusione di questi animali è avvenuta principalmente nelle zone tropicali e subtropicali del mondo, Africa, Oceania, India e Asia sudorientale.

Possiamo riconoscere i pappagalli da alcune caratteristiche fisiche:

  • La posizione del corpo, che a differenza di quella di molti altri (piccoli) volatili non è piegata, ma tende ad essere eretta;
  • Il becco ricurvo, che ricorda quello dei rapaci (falchi e avvoltoi ad esempio), e che rende il pappagallo specializzato nell’apertura dei frutti o dei semi legnosi;
  • La mandibola superiore non si fonde con il cranio, in questo modo i pappagalli possono effettuare dei movimenti piuttosto sciolti con il becco e con la testa;
  • Il numero delle dita delle zampe, che sono quattro e sono opposte tra loro e accoppiate a due a due;
  • E infine la caratteristica forse più famosa: alcune specie riescono a imitare e riprodurre suoni e voci umane.

I pappagalli che meglio riproducono suoni e parole sono i Cinerini, ovvero quelli di colore tendente al grigio, e anche quelli della specie Ara più grandi (quelli dal caratteristico colore rosso e blu). Quando sono liberi in natura i pappagalli comunque tendono a non imitare suoni e versi, questa loro tendenza si sviluppa quando sono tenuti in cattività e instaurano un rapporto affettivo con i loro proprietari. I pappagalli infatti spesso “parlano” o per attirare l’attenzione o anche quando qualcuno, principalmente il loro padrone, si avvicina e tende ad instaurare una sorta di dialogo con loro. Questa capacità sembra sia data dal fatto che numerose loro emissioni vocali, proprie della specie, somiglino ad alcune consonanti e vocali del parlato umano, e quindi per i pappagalli risulta estremamente semplice riprodurre dei suoni così simili alla loro “lingua”.

IV e ultimo Round per la scelta degli animali domestici

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Riguardo all’ordine sicuramente sono stata un po’ banale, sono partita dalle prime scelte, quelle che ricadono sui cane e sui gatti, per poi giungere in discesa tra criceti, topolini e conigli e concludo qui, parlando di tartarughe, uccelli, serpenti e acquari, scelte semplici per alcuni, ma sicuramente da ritenere folli per altri…mi riferisco ai rettili chiaramente!

Arriviamo subito al dunque, partiamo dalle cose semplici e concludiamo con qualcosa che non ha a che fare solo con gli animali o la passione che nutriamo nei loro confronti, ma anche con il gusto e l’arredamento: gli acquari.

Gli uccelli

E’ chiaro che decidere di prendere un canarino, un cardellino, o comunque un piccolo uccellino è una decisione piuttosto semplice da prendere. Si possono tenere in veranda ma anche in casa, magari in gabbiette mobili da poter spostare sul balcone quando ci sono le belle giornate. Troverete sempre qualcuno che si prenderà cura di loro quando non ci siete, e le spese saranno davvero limitate, per quanto riguarda il nutrimento e la cura. Certo, un pappagallo è più impegnativo. Innanzi tutto sono molto delicati, tanto quanto sono belli in pratica, vanno tenuti con estrema cura e attenzione, e se poi desiderate proprio degli esemplari particolari, con cui interagire, allora considerate che occuperanno nella vostra casa non solo un grande spazio materialmente, ma diventeranno i veri protagonisti anche quando riceverete degli amici!

Cura dei canarini: gabbia e accessori

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Ormai è fatta: avete deciso di acquistare un canarino! Adesso vediamo dove alloggiarlo affinché si senta a suo agio e possa compiere piccoli voli utili alla sua salute. Una gabbia ampia e comoda non deve possedere forme stravaganti, ma essere semplice e razionale; in commercio ne esistono di tutti i tipi, ma la caratteristica principale è sicuramente l’ampiezza, soprattutto in relazione al numero di volatili che dovrà contenere, perché essi necessitano di spazio in cui muoversi comodamente e compiere brevi voli.

A questo scopo sono sufficienti quattro posatoi di legno o di plastica chiusi ai lati in modo da non introdurre all’interno acari e parassiti dannosi che potrebbero succhiare il sangue ai volatili. È opportuno applicare mangiatoie e beverini all’esterno della gabbia, affinché gli uccelli non li sporchino.

Il fondo della gabbia deve essere coperto con un foglio di giornale, la cui carta assorbe le feci liquide, e sostituirlo tutti i giorni. Evitate di mettere della sabbia sul fondo della gabbia, perché le pietruzze in essa contenute potrebbero arrecare gonfiori alle zampe delicate dei canarini e, di conseguenza, delle infezioni che comprometterebbero la loro salute.

I canarini, un canto lungo cinquecento anni

canarino foto 1A rendere molto popolare il canarino (Serinus canaria L) tra gli animali domestici più gettonati in tutto il mondo hanno contribuito, senza ombra di dubbio, il canto soave ed il cinguettìo allegro degli esemplari maschi della specie. Benchè oggi siamo abituati a vederne sia nei negozi specializzati che nelle abitazioni private, prima di finire in gabbia per allietare le case silenziose di noi uomini ovviamente il canarino domestico era una specie selvatica. Proveniente, e questo spiegherebbe la particolare denominazione, dalle isole Canarie. Questa specie fu importata per la prima volta in Europa nel corso del lontano 1500.

Nel corso dei successivi 500 anni, molti allevatori europei hanno fatto proliferare con successo l’allevamento e la vendita di canarini. Nella regione di Harz, in Germania, quello dei canarini è diventato il business principale. L’Harz Roller è ormai famoso in tutto il mondo. Gli allevatori hanno ben presto sviluppato diversi tipi di canarino. Già nel XVIII secolo, se ne contavano ventinove varietà.

L’inseparabile, il pappagallino per eccellenza

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I pappagallini del genere Agapornis vengono comunemente chiamati inseparabili per il fatto che sono sempre distribuiti a coppie all’interno delle colonie che formano in natura e questa loro unione dura per tutta la loro vita. Questa tipologia di volatili è orginaria del continente Africano, in particolare è presente sugli altipiani dell’Etiopia: il loro nome deriva dal greco e significa uccelli dell’amore.

Il maschio di inseparabile è facilmente distinguibile per la sua fronte rossa, mentre nuca, dorso, collo ed ali sono di un bel color verde erba brillante uniforme, il petto, ventre e fianchi verde di una tonalità più chiara. Le femmine invece sono caratterizzate dalla fronte verde, e dagli occhi bruni con la pupilla nera contornata da un sottile anello giallastro.

Gli inseparabili sono uccelli particolarmente longevi: la loro vita media si aggira sui 20 anni. Ogni anno covano una o al massimo due volte, e le femmine possono deporre fino a 30 uova per covata! In libertà questa tipologia di volatili si muove in gruppi molto numerosi, dei veri e propri gruppi famigliari che difficilmente si disgregano: ogni attività diurna e notturna avviene insieme, il gruppo è unito e compatto!