Cani spagnoli, controlli a tappeto per l’adozione

di cinzia iannaccio 1

cani spagnoli adozioneI cani spagnoli, ovvero la triste storia delle perreras e non solo. Le perreras sono i canili in cui gli animali che non vengono adottati entro 10 giorni, vengono soppressi. Qualcosa sta cambiando in positivo, grazie all’impegno di associazioni animaliste e gruppi di persone (o singoli individui) che cercano di salvare tali cani da morte certa grazie all’affido/adozione internazionale e dunque al trasferimento in Italia.

Meglio sarebbe che la legge che autorizza lo sterminio scomparisse, ma nel frattempo  le autorità spagnole stanno dimostrando una particolare attenzione alla questione, soprattutto in riferimento a quelle adozioni ritenute troppo “selvagge”. Spesso infatti c’è il rischio che dietro un’azione apparentemente meritevole, priva di controlli, si possa nascondere un losco mercato che mette in pericolo ulteriore la vita degli sfortunati amici a quattro zampe: il traffico internazionale di animali è una piaga sempre più diffusa, purtroppo, e spesso, quando si tratta di randagi, di razze non pregiate, l’obiettivo dei delinquenti è di venderli a chi li usa per la vivisezione e/o sperimentazione di farmaci e cosmetici. La nuova normativa europea (per fortuna non in Italia) prevede ed autorizza infatti l’utilizzazione dei randagi (cani e gatti) a questo scopo.

Ecco allora che in Spagna è arrivato un primo giro di vite sui controlli dei documenti di trasporto oltre che di affidamento: su tutto il territorio, a tappeto. In caso di irregolarità accertate o presunte è previsto il sequestro degli animali destinati alle adozioni. Purtroppo c’è il rovescio della medaglia: le lungaggini burocratiche bloccano la situazione per mesi, ma è molto importante comunque che si sia iniziato tale iter. Soprattutto questo garantisce anche chi adotta nel nostro Paese. I cani affidati alle grandi associazioni animaliste, con le carte in regola, continuano ad arrivare senza problemi. Segno che l’onestà e la correttezza funzionano. Una buona notizia, una nuova speranza per i cani delle perreras.

Ed in Italia? Anche sul nostro territorio sono iniziati i controlli e le verifiche sui microchip: purtroppo non in pochi casi risultano intestatari di molti animali persone inesistenti o peggio, direttamente laboratori per la vivisezione o allevamenti come Green Hill. Asl e forze di polizia hanno iniziato tali controlli già in alcune province del Veneto e della Lombardia, ma presto si estenderanno a tutto il territorio nazionale. Ecco un motivo in più per fare le cose in regola, registrando il proprio cane all’anagrafe canina.

Foto: Thinkstock

Fonte Aidaa

 

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