Cani randagi in pericolo in Turchia?

di Valentina Commenta

Cani randagi in pericolo in Turchia? È questo l’allarme lanciato dagli animalisti: nel paese dove i gatti vivono indisturbati in ogni dove, per le strade e dentro i negozi, il presidente Recep Tayyip Erdoğan sembra aver deciso di volersela prendere con i migliori amici dell’uomo.

Retate per le strade per portare i cani nei rifugi

Il politico ha infatti ordinato ai comuni turchi di muoversi per le strade dello Stato e rinchiudere gli animali randagi nei canili e nei rifugi. A dare vita a questa campagna di rimozione degli animali dalla strada, cambiando strategia nella loro cura,  è stato uno specifico fatto di cronaca avvenuto nella provincia di Antep: due pittbull domestici hanno attaccato una bambina di quattro anni causandole ferite gravi al viso, al cuoio capelluto e ad altre parti del corpo.  Altri bambini sono stati attaccati sia a Instabul che a Denizli sempre da animali della stessa razza e pur non essendo anche in questo caso gli animali randagi, il presidente turco ha deciso di prendere provvedimenti atti a limitare danni in generale. Ha comunicato via Twitter nel giorno di Natale:

Considero un servizio importante allontanare gli animali randagi dalle strade e spostarli in ambienti puliti e sicuri. Invito tutti i nostri comuni a prendere rapidamente provvedimenti per garantire la sicurezza dei nostri cittadini e proteggere queste vite.

Il problema è uno e semplice ed è per questo che gli animalisti in Turchia si sono scaldati immediatamente: i canili e i rifugi sono in molti casi tenuti in maniera non corretta e rinchiudere i cani all’interno di quelle strutture significa quasi certamente condannarli a morte.

Animalisti vogliono libertà per i randagi e gestione cani pericolosi

È per questo motivo che la Haytap, la principale organizzazione turca per i diritti degli animali, in una nota ha sottolineato sì di essere d’accordo con l’idea di controllare in modo più importante i randagi, ma che dovrebbero essere lasciati liberi dopo la sterilizzazione. In pratica fare con i cani quello che avviene già con i gatti nel paese dato che, tra le altre cose, i Comuni sono obbligati per legge a riportare gli animali dove li hanno presi dopo aver dato loro le cure necessarie o dopo averli sterilizzati. Ha spiegato avvocato Hacer Gizem Karataş, del Comitato di monitoraggio dei diritti degli animali:

Per molto tempo, si è cercato di creare una percezione sui cani che vivono per strada. Riguardo a questo problema, non vengono mai poste domande come chi sia il principale responsabile o quale sia la soluzione perché non è nell’interesse delle istituzioni pubbliche. Ci sono situazioni in cui vengono date punizioni insufficienti per chi ha ucciso o torturato cani. Ignorando l’influenza dell’uomo sui cani, gli animali vengono dichiarati automaticamente colpevoli.

Come andrà a finire?

Commenta!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>