I beagle di Green Hill restano in famiglia

di Giulia Commenta

beagle di Green Hill

Una buona notizia giunge da Roma dove la Cassazione, proprio nella giornata di ieri, ha stabilito che i cani di razza beagle di Green Hill, l’allevamento di Montichiari (Brescia) potranno restare in famiglia. Si tratta di 26 cani liberati la scorsa estate dall’allevamento lager ed affidati ad altrettante famiglie veronesi, che se ne sono prese cura fino ad oggi: in totale il Tribunale del riesame di Brescia aveva posto sotto sequestro preventivo ben 2.639 di questi esemplari, consegnati da Enpa e Lav a famiglie affidatarie. Tuttavia Green Hill aveva presentato richiesta di riesame per ottenere il dissequestro dei cani: richiesta annullata dalla Cassazione che ha ribadito la validità della posizione assunta dalle associazioni animaliste in merito alla vicenda dell’allevamento di Montichiari. Insomma una storia a lieto fino quella dei beagle e delle loro famiglie affidatarie, che potranno vivere sonni tranquilli da oggi in avanti!

La sentenza emessa dalla suprema Corte ha soddisfatto anche Enpa che spera che venga fatta chiarezza su quanto accadeva all’interno della struttura Green Hill e che ovviamente gli autori degli illeciti nei confronti degli animali siano puniti in modo esemplare. Commenta con soddisfazione anche la Lav, lega anti vivisezione:

È una nuova positiva tappa della vicenda giudiziaria, dopo la sconfitta di Green Hill davanti al Gip del Tribunale e il pronunciamento della Corte di Cassazione. Così è ulteriormente confermata la validità del sequestro dei Beagle che, con questa decisione si conferma preventivo.

La vicenda dei cuccioli destinati alla vivesezione rinchiusi dentro Green Hill aveva suscitato non poco polemico e sconvolto l’opinione popolare: proprio per evitare che si possano ripetere episodi simili e tanti esseri viventi debbano soffrire, sono state presentate tre proposte di legge contro la vivisezione e per la promozione di metodi alternativi agli esperimenti in vivo. Tali proposte sono già state depositate alla Camera e si spera vengano accolte ed approvate quanto prima: la prima proposta prevede l’abolizione dei test sugli animali e la destinazione allo sviluppo di attività di ricerca con metodi sostitutivi di risorse pari a quelle spese per finanziare la ricerca con gli animali, la seconda proposta di legge recepisce la direttiva 2010/63 per la protezione degli animali da laboratorio, mentre la terza proposta di legge mira a rendere più efficace la normativa in vigore sull’obiezione di coscienza alla sperimentazione animale.

Foto credits: Thinkstock

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