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Randagismo felino, fenomeno in aumento

Sono 80.000 i gatti abbandonati nel 2010, ben il 12% in più rispetto all’anno precedente; a questo già altissimo numero vanno aggiunti i circa 60.000 cuccioli nati lo scorso anno e già in stato di randagismo.

Questi sono i numeri forniti dall’Aidaa, l’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente, relativi al randagismo felino, un fenomeno di cui si parla meno rispetto a quello dei cani, ma ugualmente importante; i motivi per cui l’abbandono dei gatti è meno noto rispetto a quello dei cani è da ricercarsi nel fatto che il gatto viene considerato un animale libero, la cui territorialità è protetta ai sensi della legge 281/91 che determina la gestione delle colonie feline sul territorio.

In ogni caso, il pericolo di abbandono è molto alto anche nel caso gatti, soprattutto quando sono cuccioli, e l’unico modo per tutelarli è quello di procedere con la sterilizzazione delle femmine. Come per i cani, anche per i felini, l’estate è un momento molto critico in termini di abbandoni con la differenza che se ne parla di meno, anche se il fenomeno è diffuso in maniera proporzionale, se non maggiore, a quello dei cani.

Agli 80.00 gatti abbandonati nel 2010 vanno aggiunti anche gli altri felini randagi presenti nel territorio italiano, vale a dire circa 1.000.000 di esemplari secondo le stime del Ministero della Sanità ai quali vanno aggiunti ancora i circa 250.000 gatti presenti nei rifugi e nei gattili pubblici e privati che possono essere adottati.

Il presidente nazionale dell’Aidaa Lorenzo Croce spiega:

Il fenomeno del randagismo felino è un fenomeno tutt’altro che trascurabile e la cui diffusione è avvertita in tutta Italia senza grosse distinzioni tra nord e sud. Per combatterlo occorre sicuramente procedere alla sterilizzazione delle femmine in modo da ridurre considerevolmente il numero di cuccioli che nascono ogni anno, ma occorre anche incentivare le adozioni nei gattili o nei rifugi molti dei quali sono al massimo della capienza ed oltre.

 

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