Norvegia: il governo vuole chiudere gli allevamenti da pelliccia

di Stefano Petrone Commenta

VivisezioneUna buona notizia dal nord europa, nel corso del congresso del partito laburista norvegese arriva una mozione a sorpresa che farà felici tutti gli animalisti: il governo vuole chiudere gli allevamenti da pelliccia.

Nonostante un piccolo dissidio interno, la maggioranza dei delegati ha votato a favore di una graduale riconversione dell’industria degli allevamenti di animali da pelliccia. L’ideale è sicuramente bello però il lavoro da fare è ancora molto, al momento vi è una richiesta che deve tramutarsi in una azione politica. Il fattore che fa ben sperare è la posizione che partito laburista che ha vinto le elezioni quindi ha la maggioranza.

La Norvegia conta 300 allevamenti di animali da pelliccia, in buona parte sono attività integrate in altre di tipo agricolo, fatto che dovrebbe agevolare la conversione.
Non mancano le polemiche e secondo la minoranza, che si è creata all’interno del partito laburista, l’industria degli allevamenti ha dato prova di apportare migliorie significative rispettando tutte le regole di legge. Su questo punto ribattono però i 125 delegati che si sono espressi per la riconversione.

A dar ragione ai laburisti animalisti ci pensa il fatto che buona parte degli allevamenti siano stati periodicamente controllati e che, contrariamente alla precedete tesi, poco o nulla è stato fatto per cercare di tutelare il benessere degli animali.

Quindi attualmente vi sono due scuole di pensiero, chi sostiene che gli allevamenti prevedono il rispetto della legge e gli animali al loro interno non vengono maltrattata, o magari uccisi, facendoli vivere in condizioni favorevoli. L’altra campana, quella animalista dei 125 delegati, sostiene invece che il benessere degli animali non viene tutelato e che questi sono costretti a vivere in condizioni disumane per poi essere “utilizzati” come capi di abbigliamento per ricche signore.

Vediamo come andrà a finire, un bell’input per chi ama gli animali che potrebbe portare una ventata di giustizia in un settore che vede gli animali impiegati disumanamente solo per il piacere dell’uomo.

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