Nasce il tribunale per gli animali, sempre più spesso al centro di liti tra condomini

di Redazione 3

La convivenza tra condomini è messa sempre più a rischio, dall’aumento del numero di famiglie che possiedono animali in casa, i quali a volte possono dare vita a rumori molesti, in particolare i cani. Al primo posto nella classifica delle liti all’interno dei palazzi, infatti, c’è proprio questo motivo, così come gli “sconfinamenti” territoriali di amici a quattro zampe in genere e anche di galli e pappagalli e perfino di  asini alcune volte. Lo conferma Aidaa, l’Associazione Italiana per la Difesa degli Animali e l’Ambiente che per questo ha dato vita ad un organo di consulenza legale gratuita, il cosiddetto “Tribunale degli animali”. Soddisfatto il Presidente Lorenzo Croce che, infatti, afferma: “Finora abbiamo trattato 36mila 200 casi“.

Se il cane appartenente ad un padrone distratto che abita a poca distanza abbaia troppo, o ancora sporca, oppure è presente un gallo che canta abbastanza presto la mattina, ecco che esiste un organo che cerca di risolvere il problema o, almeno di verificare quanto sia realmente insopportabile la situazione. Lo stesso Croce ha, infatti, ribadito ai microfoni dell’AdnKronos: “Il 44% delle consulenze riguarda i cani che abbaiano, il 27% e’ relativo ad altri problemi condominiali sempre legati ai cani come animali che sporcano o violazioni del regolamento condominiale, il 26% concerne problemi inerenti ai gatti e infine il 3% questioni sorte per altri animali“.

Al Tribunale degli animali si rivolgono anche coloro che litigano per l’affidamento di un cane o un gatto, in caso di separazione: “Nel caso dei gatti spesso quello che si fa e’ mettere l’animale in mezzo alla coppia. Andando verso uno o l’altro, e’ lui che decide con chi dei due restare“. Il fenomeno continua ad aumentare e, quindi, l’organo comincia a funzionare davvero con: “67 sedi in tutta Italia con 135 avvocati. C’e’ da dire che nell’80% dei casi gli animali sono solo un pretesto. Il vero problema sono i litigi e i rancori tra famiglie”.

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