Aidaa, una lista nera per chi maltratta gli animali

di Redazione 1

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Chi maltratta un animale deve essere fermato non solo per il reato in se stesso, seppure estremamente grave e deprecabile, ma anche per il rischio altissimo di reiterazione, che di solito supera il 90 per cento dei casi. Coloro che, infatti, non hanno rispetto per le creature indifese, non si fermeranno di fronte ad un semplice rimprovero ma solo davanti ad una punizione esemplare. Ne è convinta l’Aidaa, l’Associazione italiana per la difesa di animali e ambiente che chiede al governo di istituire una lista nera pubblica che riporti tutti i nomi di queste persone e proibisca loro di possedere in futuro un’altra bestiola di qualunque razza o tipo.

Lo stesso Presidente Nazionale dell’Associazione e promotore di tale iniziativa, Lorenzo Croce ha confermato: “Crediamo che sia necessario rendere pubblico il nome delle persone che sono condannate per i reati contro gli animali o che usano animali per commettere reati e allo stesso tempo chiediano che queste persone siano interdette in maniera perpetua dal poter acquistare, tenere, accudire, possedere, allevare o adottare qualsiasi animale in modo da evitare qualsiasi rischio di recidiva“.

I numeri del resto parlano chiari e da soli servono a tracciare un quadro della tragedia che colpisce ogni anno gli animali, in particolare quelli domestici. Sono circa 55mila le denunce che arrivano in dodici mesi per maltrattamento, uccisioni, truffe, violenze, combattimenti, canili prigione e corse clandestine. Soltanto il 12 per cento delle volte interviene il tribunale e nel tre per cento dei casi si istruisce un vero e proprio procedimento giudiziario, mentre il restante finisce nel dimenticatoio.”Quindi– ha concluso lo stesso Croce – se da una parte occorre incentivare l’attività di repressione contro questi reati, dall’altra è importante che i nomi di coloro che sono condannati in via definitiva per questo tipo di reati vengano resi pubblici, così come avviene ad esempio in California“.

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