Leishmaniosi, la mappa aggiornata delle zone a rischio

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L’ISS (Istituto Superiore della Sanità), in collaborazione di MSD Animal Health e Anmvi, sta completando la mappatura nazionale delle zone a rischio di leishmaniosi canina, iniziata nel 2011. Come risultato della raccolta dei dati, verrà realizzata la Scalibor Map aggiornata al 2013 (mappa cartografica e applicazione gratuita per smartphone e tablet, sia per i sistemi Android che Apple).

La mappa sarà distribuita gratuitamente presso gli ambulatori veterinari e i negozi specializzati con l’obiettivo di informare i proprietari di cani del possibile rischio di infezione da leishmaniosi e quindi di adottare tutte le misure protettive per ridurre tale rischio. Il problema è più accentuato al Centro Sud e nelle isole maggiori, ma studi recenti hanno dimostrato che la malattia si sta diffondendo anche in zone dove fino ad alcuni anni fa non era presente, come nel Nord Italia.

La leishmaniosi per svilupparsi ha bisogno di 2 organismi ospiti: un “serbatoio”, che corrisponde spesso al cane (ma può essere anche il gatto e persino l’uomo), e un “vettore”, ovvero l’insetto detto pappatacio, che al momento della deposizione delle uova si nutre di sangue e in questo modo diffonde la malattia. I pappataci sono insetti più piccoli della zanzara, e come quest’ultima specie pungono soprattutto dal tramonto all’alba. Il rischio di contrarre la malattia è più elevato in certi periodi dell’anno, la stagione a rischio va generalmente da marzo ad ottobre, ma nelle regioni più calde dell’Italia può estendersi anche tutto l’anno.

I sintomi più comuni sono:

  • Perdita di pelo
  • Improvvisa perdita di peso
  • Dermatite
  • Lesioni all’interno della bocca
  • Rapida crescita delle unghie
  • Lesioni oculari
  • dolori articolari

La leishmaniosi, tuttavia, può colpire anche gli organi interni e allora la sintomatologia non è così evidente. Fino a qualche anno fa, quello che si poteva fare in termini di prevenzione si limitava all’uso di antiparassitari specifici, oggi, invece esiste il vaccino, distribuito alla Virbac, che protegge l’animale dall’interno potenziando il sistema immunitario.

Via| Scalibor; Photo Credit| Thinkstock

 

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