Iperlipidemia nel gatto, sintomi, cause e cura

di cinzia iannaccio Commenta

Ebbene si anche i nostri amici gatti possono soffrire di colesterolo alto e trigliceridi alti nel sangue ovvero di iperlipidemia. Questa condizione, come suggerisce il nome è caratterizzata da quantità eccessive di grasso, e / o sostanze grasse (lipidi) a livello ematico. Cosa che non è mai positiva, per gli animali domestici come per noi umani. Scopriamone insieme le cause, le cure, ma prima ancora i possibili sintomi se ci sono.

primo piano gatto

Il metabolismo dei grassi

Durante la digestione di un pasto, ed in particolare dei grassi, si formano delle particelle liquide di lipidi, note come “chilomicroni” che in genere vengono assorbiti a livello intestinale dopo 30-60 minuti. Abitualmente questi aumentano i livelli di trigliceridi nelle 3-10 ore successive. In alcuni animali ed in determinate condizioni però sia questi che quelli del colesterolo rimangono alti anche dopo 12 ore dall’ultimo pasto, dando origine ad una iperlipidemia pericolosa.

Sintomi

Il colesterolo alto o più in generale l’iperlipidemia non da sintomi nelle sue fasi iniziali, ma quando cronicizza possono essere anche molto evidenti e preoccupanti. Includono infatti nel gatto convulsioni, dolore addominale, disfunzioni del sistema nervoso, macchie sulla pelle, e xantomi cutanei, ovvero delle lesioni di colore giallo-arancio (in quanto gonfie di grassi).

Cause

Alcune malattie e condizioni particolari possono favorire un accumulo di colesterolo nel sangue, oltre che di trigliceridi e quindi l’ipercolesterolemia. Tra le cause dunque troviamo:

  • Maggiore assorbimento dei trigliceridi / colesterolo: (spesso in conseguenza di un pasto troppo grasso)
  • Aumento della produzione di trigliceridi / colesterolo: per lo più in presenza della cosiddetta sindrome nefrosica (malattia renale degenerativa)
  • Riduzione del metabolismo dei trigliceridi / colesterolo: a causa di
    o Scarso funzionamento della tiroide
    o Eccessivo funzionamento della ghiandola surrenale
    o Diabete mellito
    o Infiammazione del pancreas
    o Ostruzione delle vie biliari (colestasi)
  • Gravidanza
  • Ereditarietà e genetica

 

Come si fa la diagnosi

Come si fa una diagnosi, specialmente precoce? E’ opportuno, anche in assenza di sintomi e disturbi di vario tipo portare il gatto ogni anno a fare un check-up. Diventa fondamentale invece quando si evidenzia un quadro sintomatologico come quello sopra descritto o se si evidenzia uno stato di malessere: il veterinario eseguirà un esame fisico completo del micio tenendo conto della storia clinica, dei sintomi, della dieta, e dei possibili incidenti che potrebbero aver condotto ai disturbi del caso. Nei casi peggiori il gatto avrà bisogno di essere ricoverato e tenuto in osservazione e totale digiuno per almeno 12 ore consecutive. A quel punto si potrà effettuare un esame del sangue emocromocitometrico completo, un quadro lipidico, analisi delle urine ed altre indagini di laboratorio. Se i trigliceridi risulteranno superiori a 100 mg / dL, e / o il colesterolo maggiore di 200 mg / dL, la diagnosi sarà quella di una dislipidemia. Le analisi serviranno anche ad escludere numerose malattie di base, anche se potranno essere utili atri test, anche per identificare l’eventuale presenza (o assenza) di iperadrenocorticismo o di ipotiroidismo, o la funzionalità della lipoproteina lipasi (LPL), necessaria al metabolismo dei grassi.

 

Quali cure?

La cura non può prescindere da un aggiustamento della dieta, diminuendo, di almeno il 10% il contenuto dei lipidi. Tale cambiamento dovrà essere effettuato con gradualità: i mici nella maggioranza dei casi sono piuttosto abitudinari circa la loro alimentazione. Se questo accorgimento non basta, il veterinario prescriverà farmaci adeguati, non solo per contrastare direttamente colesterolo e trigliceridi, ma anche e soprattutto, laddove possibile e presente, per curare la malattia di base. Importante non trascurare gli appuntamenti di follow-up con i controlli di colesterolo e trigliceridi nel gatto. Questo sarà importante anche per la prevenzione di attacchi di pancreatite acuta, che possono essere anche fatali, come il risultato di livelli anormalmente elevati di grassi nel sangue.

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Fonte: PetMd

Photo Credits | Nneirda’s / Shutterstock.com

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