Pancreatite cronica e acuta nel gatto, terapie e cura

di cinzia iannaccio Commenta

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La pancreatite nel gatto è una patologia abbastanza subdola, in quanto non presenta sintomi specifici bensì comuni ad altre condizioni più o meno gravi, come la letargia, l’inappetenza, il vomito, la perdita di peso e la pericolosa disidratazione. Una volta però individuata l’infiammazione al pancreas e la causa sottostante che l’ha provocata si può procedere ad una cura del micio, attraverso una serie combinata di terapie (idratazione, gestione del dolore e supporto nutrizionale), che se apportate per tempo e correttamente faranno guarire del tutto il gatto di casa.

Idratazione e somministrazione di liquidi in caso di pancreatite nel gatto

La cosa più importante ed immediata da fare è tenere sotto controllo l’idratazione del gatto: una somministrazione di liquidi per via endovenosa è la chiave per sostenere un “paziente” con pancreatite: l’organo deve essere perfuso al meglio per evitare complicanze e guarire. Fondamentale sono le prime 12-24 ore della fase acuta, ma deve perdurare anche dopo, specie in presenza di vomito, diarrea o versamenti peritoneali. Se si evidenzia anche ipocalcemia in un gatto con pancreatite acuta necrotizzante, dovrebbe essere somministrato anche gluconato di calcio a dosi di 50-150 mg / kg per via endovenosa in 12-24 ore. Ma a questo ed altre problematiche penserà il veterinario, perché la fase critica andrebbe affrontata nel suo ambulatorio. In caso di complicanze che riguardano la circolazione del sangue questi potrà prevedere anche a somministrare del plasma (anche se la disponibilità di sangue per gatti, non è così semplice come per i cani).

Gestione del dolore

Nei gatti, a differenza che nei cani, il dolore addominale, in caso di pancreatite non è sempre presente o comunque caratterizzante in quanto a gravità. Nonostante ciò una terapia analgesica si dimostra efficace nel migliorare il quadro clinico generale del micio: studi scientifici quindi la suggeriscono a tutti i gatti con pancreatite acuta anche se apparentemente senza dolore. Particolarmente usati i cerotti transdermici di Fentanil, o per via endovenosa la buprenorfina (ma anche sublinguale), ma sempre sotto prescrizione veterinaria. Quanto mai in una situazione clinica così delicata è vietato il fai-da-te.

Terapia antiemetica contro il vomito

Il vomito, un sintomo distintivo di pancreatite nei cani, può essere assente o intermittente nei gatti. Quando presente però, va tenuto sotto controllo con farmaci antiemetici. Tra i più usati per i gatti il Metoclopramide (Reglan ®), che però non è effettivamente e particolarmente efficace, a differenza del Dolasetron (Anzemet ® ) e del ondansetron (Zofran ® ).

Alimentazione e dieta

Gli esperti raccomandano inizialmente un supporto nutrizionale enterale (ovvero artificiale). Alcuni nutrizionisti cominciano a negare la relazione tra cibi grassi e sviluppo di pancreatite, ma ancora dal punto di vista dietetico-terapeutico, tali alimenti si evitano, almeno fino a quando non ci saranno studi scientifici più precisi al riguardo. Va invece garantito un ricco apporto di carboidrati. La dieta giusta è però individuale, perché spesso il micio affetto da pancreatite ha altre malattie sottostanti e la giusta alimentazione va vista nel suo insieme. La cosa importante è che “mangi”, se è debilitato, che recuperi peso e liquidi, magari con stimolanti dell’appetito, o al contrario che tenga sotto controllo i chili di troppo (l’obesità è tra i fattori di rischio di pancreatite nel gatto).

Altri farmaci

Proprio perché possono essere presenti altre patologie o complicanze, prendersi cura di un gatto con una infiammazione acuta / cronica del pancreas significa dovergli anche somministrare altri medicinali a seconda dei casi, come antibiotici, glucocorticoidi, antiacidi, antiossidanti, integratori alimentari, insulina, eccetera.

Prognosi

La prognosi per i gatti con pancreatite acuta o cronica dipende strettamente dall’entità di sviluppo dell’infiammazione al momento della diagnosi. Gatti in fase acuta e grave caratterizzati da complicanze sistemiche sono seriamente a rischio per la vita (ipocalcemia, la più severa). La pancreatite cronica è più comune nei gatti ed essendo di lunga durata è necessaria la gestione e l’impegno da parte del proprietario onde evitare aggravamenti (la pancretatite può complicare anche il concomitante diabete mellito, la colangioepatite o la malattia infiammatoria intestinale molto spesso presenti).

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Fonte Idexx

Foto: thinkstock

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