Il Governo inglese vieta la presenza di animali selvatici nei circhi

di Redazione 1

circus-elephantsStop all’utilizzo di animali selvatici all’interno dei circhi: meglio lasciarli liberi nel loro ambiente naturale ed evitare loro sofferenze inutili pur di divertire il pubblico, oltre che il rischio che in un momento di nervosismo, possano fare del male a qualcuno. Per rispettare l’esistenza di specie non del tutto abituate al contatto con l’uomo, il Governo inglese ha detto basta agli spettacoli itineranti che vantano la presenza di esemplari esotici e sempre più particolari, provenienti da ogni parte del globo e costretti a lavorare per molte ore al giorno, a volte in condizioni climatiche e di salute non sempre perfette. Del resto, la popolazione in maggioranza approva questa decisione, dimostrando di essere stanca di assistere ad un programma che ha sempre lo stesso triste destino per gli animali che ne fanno parte.

Lo stesso esecutivo, infatti, nei mesi precedenti, ha effettuato una serie di interviste per capire più da vicino come la pensavano i fruitori principali di tali tipi di esibizioni e a sorpresa, il 94 per cento di coloro che sono stati interpellati, ha mostrato interesse e desiderio che queste creature possa essere riconsegnate ai loro luoghi di provenienza. La notizia è stata riportata sul sito dell’Indipendent, dove è stato anche ribadito che gli animali che non dovrebbero più fare parte dei circhi sono, in particolare, tigri, elefanti, giraffe e leoni.

Il ministro dell’ambiente, Jim Fitpatrick, ha confermato a tal proposito: “Concordo con il punto di vista degli interpellati, che hanno definito non più accettabile l’uso di questi animali nei circhi“. In realtà in Gran Bretagna, non sono poi tantissimi i circhi che continuano a prevedere esibizioni di queste specie ed, in particolare, sono quattro quelli più famosi. Si tratta, nello specifico, del “Great British Circus“, del “Peter Jolly’s Circus“, del “Circus Mondao” e del “Bobby Roberts Circus“. Dato che comunque tali esemplari ormai non sono più abituati a vivere in libertà, per loro potrebbe scattare la decisione di inserirli all’interno di qualche zoo dello Stato.

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