Il figlio di Bossi si schiera contro Green Hill

di Stefano Petrone 2

Beagle

Non mi piace fare pubblicità a chi lavora in politica, che sia negativa o positiva, premetto che non sono ne di destra ne di sinistra ma seguo le mie idee e che non sono un accanito fan di Renzo Bossi, figlio del sempreverde Umberto, però quando qualcuno si schiera a favore degli animali è giusto che si prenda dei meriti, specialmente quando si parla di vivisezione e lager autorizzati.

Spero inoltre vivamente che non sia l’ennesimo spot per farsi apprezzare dal popolo animalista, ma il gesto del “Trota” di andare contro le strutture che praticano la sperimentazione sugli animali vuole fare da apripista ad un movimento sempre più solido ed importante.

Con quella che definisce una «testimonianza d’amore e di affetto per tutti gli animali», diviene il primo firmatario di una mozione leghista sul tema della vivisezione e sull’allevamento di beagles destinati a test di laboratorio di Green Hill a Montichiari, in provincia di Brescia. Città scelta non per caso, infatti il figlio del “Senatùr” è stato eletto al consiglio Regionale lombardo, ad avvalorare il fatto che non sono accettate strutture come quella di Green Hill nella propria terra oltre che nel territorio nazionale.

Il giovane Bossi chiede regole più severe: «Strutture come quelle di Green Hill secondo la Lega Nord vanno fortemente regolamentate, se non chiuse. Da tempo infatti il Carroccio si interroga sulla possibilità di agire a livello regionale affinché le strutture di allevamento e detenzione di animali destinati alla vivisezione vengano normate in maniera molto più restrittiva rispetto alle attuali norme vigenti. È inconcepibile – ha proseguito – che nel 2011 in campo sanitario e scientifico non possano e non vengano utilizzati metodi alternativi alla sperimentazione sugli animali».

La mozione ha l’obiettivo di chiedere che Regione Lombardia «evidenzi la propria posizione presso il Governo italiano affinché adotti una serie di disposizioni atte a restringere al massimo le sperimentazioni che comportino sofferenze sugli animali» e a investire «in strutture che studino l’introduzione di sistemi alternativi di sperimentazione».

Speriamo non sia una goccia che cada nell’oceano di indifferenza ed interessi che regolamentano questi lager per animali di qualsiasi specie e razza.

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