Cushing cane, tutto quello che c’è da sapere

di cinzia iannaccio Commenta

Richiesta di consulto veterinario su sindrome Cushing cane
“Salve dottori volevo saperne di piu riguardo a qusta patologia, la sindrome di Cushing. Il mio cane può morire improvvisamente? Cosa devo aspettarmi ?!Già fa la cura con il Trilostano. Ha 8 anni ed è una chihuahua. Grazie anticipatamente.”

Cushing cane

Tipo di consulto Veterinario Generale
Tipo di problema Sindrome di Cushing cane

 

Risponde il dottor Fabio Maria Aleandri, Medico Veterinario e direttore sanitario del Centro Veterinario Aleandri, con sede in Roma. Per contatti diretti mail [email protected] www.ambvetaleandri.eu

 

Gentile Sig.ra

La sindrome di Cushing o iperadrenocorticismo è una patologia caratterizzata da una aumentata produzione da parte dei surreni di glucocorticoidi , un gruppo di ormoni di cui il più importante rappresentante è il cortisolo. I surreni sono due piccole ghiandole situate vicino ai reni (da qui il nome). I glucocorticoidi e in particolare il cortisolo vengo prodotti in seguito a stress sia emotivo che fisico. La loro azione è multipla , ma in generale aumentano la glicemia e la pressione , riducono le risposte immunitarie e l’infiammazione, agiscono sul metabolismo osseo e muscolare, influiscono sul metabolismo del sodio e del potassio e interagiscono con molti altri ormoni. Quindi  hanno un ruolo molto importante nel modulare la risposta dell’organismo allo stress. I problemi cominciano quando vengono prodotti in maniera esagerata e scollegata da una reale necessità. In questo caso abbiamo la malattia che chiamiamo iperadrenonocorticismo o sindrome di Cushing.  Le cause più comuni sono due un tumore ipofisario o un tumore surrenalico. L’ipofisi è un’altra importantissima ghiandola che ha un ruolo di “regista” nell’organismo in quanto produce ormoni che a loro volta regolano la produzione di altri ormoni. Nel nostro caso produce ACTH che a sua volta stimola la produzione di cortisolo. Un tumore ipofisario che produce elevate quantità di ACTH induce una elevata ed eccesiva produzione di cortisolo surrenalico (da qui la patologia). In alternativa l’elevata produzione di cortisolo dipende da un tumore situato nel surrene (di solito in uno dei due). In alcuni casi i surreni e l’ipofisi non c’entrano , ma il problema è legato ad una prolungata somministrazione di cortisone. S itratta del cosi detto Cushing iatrogeno e si può risolvere sospendendo la terapia.
I sintomi più comuni sono aumento della fame, della sete e dell’urinazione , lesioni cutanee (pelle sottile e fragile , perdita di pelo simmetrica, pelle più scura, presenza di comedoni ), ingrandimento del fegato con conseguente addome a botte , atrofia testicolare (nei maschi) , respiro affannato, ipertensione sistemica. Possono essere presenti tutti questi sintomi o solo alcuni. Tuttavia nessuno è tipico ed esclusivo della malattia. Per la diagnosi ci si basa in primis sulle analisi del sangue e delle urine. Nelle forme più tipiche abbiamo aumento dei neutrofilie  monociti e diminuzione dei linfociti e eosinofili, aumento delle fosfatasi alcalina , delle transaminasi , del colesterolo e ,a volte, dei  trigliceridi, e della glicemia , urine diluite (basso peso specifico), aumentata perdita di proteine con le urine (proteinuria). Altri dati ci possono venire dall’esame ecografico. Quello che possiamo aspettarci è un ingrandimento del fegato con aumento dell’ecogenicità , infiammazione della colecisti con presenza di sedimento, segni di cistite, ingrandimento dei surreni. L’ingrandimento dei surreni tuttavia va valutato con attenzione. In generale nelle forme ipofisarie i surreni possono presentarsi entrambi ingranditi, mentre nelle forme di tumori surrenalici possiamo vedere un surrene ingrandito mentre l’altro può apparire normale o, spesso, di dimensioni ridotte. Tuttavia la presenza di surreni di dimensioni normali non esclude la patologia (a volte per es. i tumori sono piccoli , ma producono grandi quantità di ormoni) Ugualmente surreni di dimensioni superiori alla norma non sono sempre indicativi della patologia ma possono dipendere da stress o dall’età avanzata.
Quindi tanti sintomi e tante alterazioni che messe tutte insieme possono far venire un sospetto, ma che non sono sufficienti per una diagnosi. Quest’ultima si fa mediante una serie di test del sangue e delle urine. Nelle urine è possibile valutare il cortisolo urinario normalizzato. Si tratta di un buon test di screening , se i valori sono normali è difficile sia Cushing, se i valori sono alti ci rimane il dubbio. Riguardo al sangue la valutazione semplice del cortisolo basale ha poco senso. I valori possono essere alti , normali o bassi sia in cani sancì che in quelli malati. Si valuta invece la risposta del surrene alla stimolazione (test della stimolazione con ACTH) o all’inibizione (test di soppressione con desametasone) della sua funzionalità. Di solito si preferisce il test di soppressione con desametasone a basse dosi che presenta una buona attendibilità (pochi falsi negativi). Il test di stimolazione è più utile per monitorare la terapia. Tuttavia a volte anche i test del sangue possono dare risultati dubbi e a volte,  la diagnosi di Cushing può risultare veramente impegnativa.
Per la terapia delle forma ipofisarie  Il farmaco più utilizzato è il trilostano. generalmente è ben tollerato, ma sono riportati nelle fasi iniziali della terapia episodi (rari) di morte improvvisa o reazioni anche gravi. Inizialmente quindi va preso con attenzione, magari a dosi un po’ basse e monitorando bene la funzionalita epato-renale. Sono possibili altre terapie, in particolare l’impiego di mitotane che tuttavia ha effetti collaterali più gravi e spesso non reversibili e non è disponibile in Italia. Anche un farmaco antimicotico il ketoconazolo è efficace ma  si utilizza nei casi in cui non è possibile altro tipo di terapia.
Nel caso di tumori surrenalici la terapia più efficace è la rimozione del tumore. Tuttavia è un intervento che richiede chirurghi abili e , soprattutto, un monitoraggio post operatorio valido (ricovero in strutture adeguate). Infatti la mortalità post operatoria è alta. In alternativa può essere utilizzato il mitotate , oppure si può tentare una ablazione termica del tumore o l’alcolizzazione dello stesso. L’impiego del trilostano in questi casi è meno indicato (stimola la crescita del tumore).
La prognosi dipende dal problema. I tumori ipofisari sono generalmente benigni e rispondono bene ai farmaci, tuttavia possono ingrandirsi e dare disturbi cerebrali e raramente la morte. I tumori surrenalici benigni se rispondono alla terapia o vengono asportati possono dare una buona prognosi. Le forme maligne (adenocarcinomi) invece hanno una prognosi peggiore e possono dar metastasi (soprattutto al fegato) o invadere organi circostanti (soprattutto l’aorta o la vena cava) con conseguenti gravi. La morte può dipendere anche dall’ipertensione, dal diabete se non ben controllato e da patologie epatiche e,  infine, da trombosi.
La guarigione è possibile solo se la causa è un tumore surrenalico e questo si può rimuovere. In tutti gli altri casi la terapia deve essere a vita.

Dott. Fabio Maria Aleandri
Medico Veterinario

 

 

 

 

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Foto: Thinkstock

 

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