Capire quando un gatto sta per morire, comportamento e sintomi

di cinzia iannaccio 13

Come capire se il gatto sta per morire? E cosa fare? Aiutarlo a soffrire il meno possibile è la cosa più giusta, non sempre semplice da fare, ma prima ancora capirlo, comprendere il suo comportamento che cambia, assumendo le caratteristiche di una vera e propria serie di sintomi. Scopriamo insieme quali e come comportarci.

gatto morente comportamento sintomi

E’ vero che i gatti si allontanano quando stanno per morire?

I gatti quando sentono che stanno per morire si allontanano. E’ comune che questo accada, anche se non sempre è così. E già, lo “sentono”: hanno questa grande capacità i nostri amici a quattro zampe e se le condizioni di salute lo permettono, possono scegliere di cercare un luogo comodo, anche lontano da mamma e papà umani, proprio come si dice: uno spazio fresco, all’ombra, raccolto al contempo, come un cespuglio o sotto una macchina. Se si ha un gatto anziano, abituato ad uscire di casa, se non torna potrebbe essere cercato in questi contesti nei dintorni della casa; allontanarsi significa però anche farlo nel medesimo ambiente domestico: in cantina, sotto il letto, in uno stanzino….questo capita più di comune con i gatti indoor (ovvero che non escono mai dalle mura domestiche).

Come si comporta un gatto che sta per morire?

I gatti dunque quando stanno per morire si allontanano. Ma non sempre questo accade. A volte abbandonano la vita improvvisamente o in altri casi nel sonno, dolcemente. In altri casi invece, hanno loro stessi la capacità ed il tempo per capire che il “passaggio “ è vicino e cambiano comportamento: il più dolce e coccoloso può diventare irascibile e nervoso se qualcuno prova ad avvicinarsi, o se è un micio gironzolone potrà desiderare non allontanarsi più da casa, ad esempio. Questo capita in genere perché ha dolore e camminare o essere toccato e preso in braccio non è per lui un’esperienza piacevole. Allo stesso tempo, altri che amavano uscire ed erano indipendenti, quando sentono che la morte si avvicina, cercano l’affetto ed il calore del proprietario, della casa in cui sono cresciuti. E’ impossibile generalizzare.

Sintomi fisici

Diverse sono anche le reazioni fisiologiche all’avvicinarsi della morte: esistono dei veri e propri sintomi facilmente identificabili. Questi i più comuni:

  • Inappetenza: i gatti morenti tendono a non mangiare e a non bere (in generale se salta più di tre pasti consecutivi è meglio portarlo dal veterinario, anche se fino a poco prima stava bene).
  • Pelo trascurato: prossimo alla morte il felino domestico non ha più la forza di pulirsi, ma non solo. Può cominciare a perdere improvvisamente pelo.
  • Occhi: uno o entrambi gli occhi possono avere la pupilla dilatata; oppure sono vitrei, o altresì il gatto diventa cieco.
  • Convulsioni: un segno comune a molti mici che stanno per morire è quello del susseguirsi di una serie di attacchi di convulsioni. E’ importante comprendere questo, al fine di offrire al micio un giaciglio comodo e sicuro.
  • Respirazione: il respiro di un micio morente può cambiare … piccoli gorgoglii o mantenere la bocca aperta con la lingua che esce fuori. Sono sintomi di un sistema respiratorio che sta cessando di funzionare.

 

Cosa fare

In presenza di una malattia che dura da tempo e che comporta una sofferenza per il micio, il proprietario può parlare con il veterinario di fiducia per stabilire la possibilità dell’eutanasia. Se non è questa la scelta, occorre rendere al gatto il momento del passaggio il più confortevole possibile, con un giaciglio morbido, e acqua fresca vicina. Non è mai facile. Ma saper riconoscere la prossimità alla morte di un amico peloso, per stargli vicino, aiuta a salutarlo, a dirgli addio, come ad accompagnarlo fino al “ponte dell’arcobaleno”.

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Commenti (13)

  1. Io ho perso il mio gatto ieri mattina alle 10:00 circa,un dolore assurdo che non auguro a nessuno…vederlo stare male,girare 3 veterinari che l’ho riempivano di medicine ma che nessuno ha capito che aveva fa davvero tanto male… Mi sento in colpa,terribilmente in colpa…se ne andato tra le mie braccia, dopo aver pregato e averlo pregato di non lasciarmi…ha portato via una parte del mio cuore…e spero che adesso è in un mondo migliore mi perdoni x non averlo salvato

    1. capisco e condivido purtroppo stamattina ho trovato la mia Mily morta sul balcone il cuore non ha retto, era cardiopatica, e io avrei preferito essere con lei in quel momento e invece ero a letto nell altra stanza….non so certo e’ brutto veder morire chi si ama cosi tanto ma trovarla morta mi fa piu male..anche se mi consola il fatto che deve essere stato un infarto all improvviso e che se era uscita vuol dire che stava meglio senno sarebbe morta sotto il divano dove andava quando stava male…….e’ tutto il giorno che piango….
      p.s. comunque rettifico il redattore dell articolo qui sopra, non si cercano il rifugio per andar a morire cercano il rifugio quando si sentono male , lo fanno per istinto, per essere nel posto piu sicuro in quanto non si sentono in grado di difendersi dagli aggressori, stessa cosa quando devono partorire cercano il posto piu sicuro e protetto. la mia ha infatti passato il giorno prima di morire nello stesso posto sotto il divano dove e’ andata a partorire 6 anni prima

  2. Oggi è mancato il mio gino un micio non sapevo quanti anni avesse di preciso era pochi mesi che l’avevo raccolto in strada aveva un insufficienza renale è morto stanotte nella sua copertina . Oggi sto malissimo non ho più lacrime mi fa stare tanto male anche non averlo avuto in braccio mentre se ne stava andando mi sento come se l’avessi abbandonato

    1. esatto la penso anch io come te….la mia l ho trovata mora stamattina alle 9 sul balcone…

  3. Il mio micio di quasi 4 anni ha una grave cardiopatia…verificatasi 1 mese e mezzo fa…tra medicamenti, amore e costanza sembrava essersi ripreso, almeno per quel che riguarda il cibo e la cura di sé. … negli ultimi 10 giorni aveva ripreso 2.5 kg…
    Adesso, dopo l’ultimo edema di tre giorni fa, non ha fame….solo sete, sembra di essere tornati ai primi tempi..è mogio! So che è solo un micio ma il mio piccolo micio albino è come un bambino x me :))

    1. Ciao..il mio gatto è nella tua stessa situazione…hai mai fatto caso se facesse ogni tanto difficoltà a farsi reggere su una zampina anteriore? Noi siamo usciti ieri pomeriggio dalla clinica dopo il ricovero….è davvero a pezzi…

  4. Il mio micio boccapiccola e’ morto dopo 16 anni che l’avevo,quando lo trovato era adulto, ferito investito da una macchina a savona, non so quanti anni aveva in totale della sua vita, all’ improvviso e’ diventato cieco, poi dopo due mesi e morto vicino a me, nel mio letto,penso abbia fatto una morte dolce non credo abbia sofferto molto era vicino al suo papa,’non potrei mai praticare l’eutanasia per nessun motivo.

  5. Ciao Briciola il mio tesoro…mi ha lasciato dopo 10 giorni…chi ti avvelenato che soffra per sempre nn dv morire ma ….lo maledico….nn vi dico la mia angoscia e il terzo …primo tigre 19,anni poi bibi e un altro tigre…e sn quattro….ora l altro gattino lo cerchera’ ….! Riposa in pace nel paradiso Dell arcobaleno….il tuo fratellino ti abbraccia

  6. La mia micetta, un persiano esotico, colore da orso bruno, sta per morire.. ormai pesa non più di 2 chili, ha 17 anni, mangia continuamente i Renal (delle due case più note), 3/4 scatole grandi al di suddivise in 3-4 pasti ognuna (quindi mangia 15 volte al giorno) e non riesco a limitarla. Ogni volta che mi avvicino al frigo comincia a miagolare fino a quando non l’accontento, questo credo sia indice di qualche malattia. Credo sia questione di giorni, poverina, mi fa una tristezza infinita,

  7. due settimane fa il mio gatto kimba ci ha lasciato… aveva 21 anni e una bella vita fino ad un anno fa quando si è ammalato per un polipo in un orechio. curato fino all’ultimo ma secondo me era un gran brutto male, dimagrito tantissimo ha mantenuto fino alla fine il suo buon carattere e la sua dolcezza. All’ultimo siamo riusciti dopo una notte passata con lui senza poter fare niente per aiutarlo, A FAR VENIRE IL VETERINAARIO PER DARGLI L’INIEZIONE CHE GLI HA TOLTO OGNI SOFFERENZA… MI MANCA tantissimo, una vita insieme, presenza importantissima, faceva veramente parte della famiglia,, non voglio piu’ soffrire cosiì. Ho avuto altri gatti ma lui fara’ sempre parte di me

  8. Lo pulivo con la salvietta umida, non la sabbietta. Ho sbagliato a scrivere.

    Ad ogni suo miao, io capivo che si era fatto la pipì e cambiavo il lenzuolino e lui riprendeva a riposare serenamente. Quando lo pulivo con la salvietta umida mi guardava grato.

  9. Sabato 4 maggio è venuto a mancare il mio gatto, 18 anni, compiuti da una settimana. 18 anni insieme sono una vita; insieme a lui sono cresciuta e abbiamo condiviso tante fasi della vita insieme. Lui era un concentrato di dolcezza e rendeva la mia vita più bella e serena.
    Quando l’insufficienza renale è diventata gravissima, non me la sono sentita di fargli la puntura. Mi sembrava un tradimento e non potevo neanche vivere con il dubbio e il rimorso di non avergli dato una possibilità di riprendersi.
    L’ho curato e amato fino alla fine. L’ho messo a dormire a fianco a me nel letto, lui sopra un lenzuolino assorbente. Ad ogni suo miao, io capivo che si era fatto la pipì e cambiavo il lenzuolino e lui riprendeva a riposare serenamente. Quando lo pulivo con la salvietta umida mi guardava grato.
    Pur non reggendosi in piedi nei momenti di lucidità pretendeva il mio sguardo su di lui chiamandomi con la zampina ogni volta che giravo lo sguardo.
    Tante volte mi guardava negli occhi socchiudendo i suoi occhi.
    L’ho tenuto tra le mie braccia fino alla fine. Dopo la prima convulsione ha iniziato a respirare male e non l’ho lasciato solo un momento, sempre accarezzandolo e ricevendo da lui uno sguardo di affetto, socchiudeva gli occhi velocemente guardandomi. L’ho steso sul mio petto e sulla mia pancia, ondeggiando sul mio respiro e lui si è rilassato molto, poi l’ho messo in posizione tale da potermi guardare in faccia, mettendo una morbida maglietta sotto il suo mento. Nei momenti di lucidità, guardandomi mi socchiudeva gli occhi come a dirmi ti voglio bene. 30 minuti prima di morire mi ha fatto anche delle deboli fusa.
    Io ritendo di aver fatto la cosa giusta. Gli ho permesso di essere amato e coccolato fino alla fine a casa sua, tra le braccia amorevoli.
    So che si è sentito accudito e amato fino alla fine, me lo ha dimostrato con sguardi nei momenti di lucidità.
    Tutto l’amore che c’è stato in quelle ore ha lasciato benessere e serenità. Una sensazione che mi porterò dentro per sempre. Questo è quello più importante quando si sta morendo: Essere stati speciali e amati intensamente fino alla fine.

  10. La mia povera Patty ha sofferto tantissimo e io non ero in grado di aiutarla. Nonostante fosse molto sedentaria, le ultime ore se n’è andata via di casa, l’han trovata dei vicini in uno scantinato, morta da poco dopo ore di agonia (la sentivano piangere). Non riesco a perdonarmi di non essermi presa cura di lei come avrebbe meritato e la sua ‘fuga’ finale è stata come uno schiaffo in faccia per me. Avrei voluto trovare un veterinario che mi aiutasse ad accompagnarla verso una morte il più ‘soft’ possibile. Non parlo di eutanasia, ma di consigli e cure per il dolore ‘a lunga degenza’. Anche consigli su come starle accanto, come crearle un ‘giaciglio sicuro’ per l’addio… Invece mi propinavano cure momentanee ed esami costosi. Non pretendevo di guarirla, capivo che a 17 anni stava arrivando il suo momento ma avrei voluto che mi dicesse di pulirla con una salvietta umida, come ho letto qui sopra, che mi prescrivesse del cortisone, o le somministrasse della morfina… dopo 17 anni sapere che è morta così, da sola, al freddo e al buio, su un pavimento sconosciuto e tra atroci sofferenze mi fa stare davvero male… credo che non prenderò più in considerazione di tenere un animale domestico. Gli sopravviverai e si sta troppo male quando li vedi andarsene…

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