Cani antitumore, obiettivo la certificazione scientifica

di Piera Lombardi Commenta

Il suo nome è Thor, è un malinois addestrato dalla polizia doganale ma la sua specialità non è antiterroristica bensì antitumorale: è il primo cane a fiutare il cancro al seno. L’istituto Curie e la Scuola superiore di fisica e chimica industriale di Parigi (Espci) hanno avviato una raccolta fondi per reperire 80 mila euro necessari all’acquisto di questo e un altro cane già addestrati a scovare tumori. E contemporaneamente è partita una campagna di ricerca per arrivare alla messa a punto di un ‘bollino’ che dia il riscontro scientifico di quanto nella pratica già avviene: un progetto clinico la cui ambizione è etichettare cani addestrati.

 

cane Malinois

 

L’olfatto dei cani come un vero e proprio strumento di diagnosi del tumore già in fase precoce al pari di esami come Psa o ecografia, così da rendere più rapida, semplice ed economica la diagnosi del tumore al seno.  Se si arriverà a questa decisiva svolta, a una donna basterà portare un fazzoletto per qualche ora sul seno per poi inviarlo al laboratorio e lasciar lavorare il naso di cani addestrati.  Questa tecnica diagnostica alternativa sarebbe tanto più indispensabile nei paesi poveri del mondo dove, in assenza di mammografia, molti tumori al seno neanche vengono rilevati.

L’efficacia dei cani antitumorali è già stata sperimentata, ad esempio negli Usa dove vengono usati per rilevare il cancro alla prostata, ma finora non è stata mai convalidata ufficialmente a livello scientifico. Il progetto denominato Kdog (del Cancer detect group) è nato dal lavoro di Isabelle Fromantin, infermiera presso l’Istituto Curie specializzata nella guarigione delle ferite e cicatrici tumorali con un team multidisciplinare di operatori sanitari, patologi, chimici e cinofili della polizia, pronti a mettere i cani al servizio del progresso della medicina.

Obiettivo del progetto è di lanciare una grande campagna di ricerca clinica per conferire un’etichetta scientifica ai cani antitumore  che verrebbero riconosciuti ufficialmente quali veri e alternativi strumenti di diagnostica. Pertanto, lo screening del cancro al seno diventerebbe molto più semplice e molto meno costoso. I ricercatori sono certi che il malinois Thor possa da solo garantire una diagnosi affidabile.
Inizialmente, medici e patologi assicureranno la raccolta di campioni. I cani saranno addestrati dagli esperti della polizia per identificare l’odore delle cellule tumorali.  Poi i test non saranno condotte su campioni tumorali, ma applicati direttamente sulla pelle dei pazienti, consentendo una proiezione transcutanea, non invasiva e indolore. Il progetto punta in alto e nobilita la medicina: vuole usare i cani ‘certificati’ per scovare un giorno tutti i tumori.

 

 

Fonte kdog.fr  e sante.lefigaro.fr

Fonte foto facebook.com

Commenta!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>