Cane che non vuole uscire: perchè?

di Valentina Commenta

Il cane è apatico, non vuole uscire come una volta: perché questo comportamento? È una domanda che è giusto porsi e alla quale trovare in fretta una risposta, soprattutto perché per mantenere un buono stato di salute, anche i nostri animali domestici necessitano di fare movimento e giocare.

Chiedere aiuto a esperti per capire il cane

E sopratutto se si parla di cani che crescono all’interno di un appartamento, il non voler uscire rischia di diventare un problema rilevante in pochissimo tempo. Come comportarsi quindi con il proprio animale se si rifiuta di uscire a tal punto che bisogna costringerlo?La prima cosa da fare, ovvia, è quella di comprendere le cause di questo comportamento: se si tratta di un pizzico di pigrizia, magari data da giorni particolarmente attivi non è il caso di farne una tragedia, basterà stimolare il cane un pochino di più per ottenere che ritorni il solito giocherellone di sempre. È altrettanto importante verificare che non vi sia un problema patologico alla base: un consulto dal veterinario è quindi d’uopo se questo atteggiamento dovesse durare più di qualche giorno.

In alcuni casi potrebbe trattarsi di paura di uscire e quando questo avviene il supporto di un esperto in comportamento dei cani potrebbe rivelarsi l’arma vincente per capire quale sia il problema: tale timore del cane potrebbe infatti essere legato a qualsiasi cosa e il padrone potrebbe incontrare qualche difficoltà a comprendere come muoversi. È importante principalmente ripensare alle ultime uscite del cane per capire se ci sia stato un trauma esterno subito, che può essere tanto un aggressione da parte di un suo simile o di un umano quanto una brutta esperienza anche con il rumore della strada dove si è passeggiato.

Valutare la situazione nello specifico

Nel caso il problema della paura di uscire sia legato a un cane che si è adottato di recente, magari da adulto, diventa importante comprendere se possa avere avuto brutte esperienze che ancora lo condizionano, approcciandolo con molta pazienza e dolcezza. L’esempio più classico e non derivante da incidenti può essere rappresentato da un cambio totale di contesto di vita, come quello dalla campagna alla città e viceversa.

Se si parla di un cane per tanto tempo rinchiuso in canile è proprio la costrizione in luoghi non spaziosi a poter condizionare il cane in tal senso.  E ancora ansia, depressione e come già accennato problemi di tipo fisico possono avere il loro peso: ragione per la quale il padrone dovrebbe affidarsi a specialisti in grado di aiutarlo a gestire la situazione.

 

 

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