L’Attività Assistita con Animali (A.A.A.)

di Giulia Commenta

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L’Attività Assistita dagli Animali è una metodologia riconosciuta come terapia di affiancamento alle cure tradizionali mediche dal Centro di collaborazione OMS/FAO per la sanità pubblica veterinaria: lo scopo è quello di promuovere l’iterazione tra gli animali e le persone, che si trovano in situazioni disagiate o comunque problematiche. Tale integrazione aiuta l’uomo a migliorare la qualità di vita, anche in presenza di malattie, facilitando anche la propensione del paziente verso le cure cui deve essere sottoposto.

Il primo progetto risale al 2007 presso l’ospedale sant’Orsola di Bologna all’interno del reparto pediatrico e dei reparti che si occupano di patologie legate all’alimentazione, quali anoressia e bulimia. Nelle AAA gli animali vengono affiancati da conduttori, specializzati in Pet Terapy, e dal personale ospedaliero che si occupa dei malati all’interno della struttura.

Le attività si sviluppano in cicli di incontri che inziano con momenti di accoglienza , cui seguono giochi di gruppo, stimolazioni sensoriali, attività creative e di manipolazione: si tratta di interventi di tipo educativo e/o ricreativo di durata non prestabilita in cui il paziente deve sentirsi libero di entrare in contatto e stabilire un rapporto di sicurezza con il malato.

Le A.A.A., che possono essere svolte da professionisti abilitati e para- professionisti affiancati da volontari, non si basano su protocolli standardizzati e non prevedono per forza la programmazione di obiettivi specifici. Solitamente le attività sono svolte in gruppo: anche gli animali coinvolti devono seguire specifici corsi preparatori per lo svolgimento di tali attività.

In conclusione l’Attività Assistita con Animali è considerata come un intervento di tipo ricreativo che ha come obiettivo il miglioramento della qualità della vita: è importannte ricordare che il cane partecipa all’incontro, non lo deve subire. Per il cane deve essere un gioco, un momento di benessere: il nostro amico a quattro zampe deve essere un mediatore tra il conduttore ed il paziente.

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