Terremoto Emilia: gli animali sfollati trovano accoglienza a Modena

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Il terremoto che si è abbattuto nell’Emilia in queste ultime settimane ha portato non solo danni a cose e persone, ma anche agli animali domestici: sono diversi i pet che sono rimasti senza casa per il sisma, come del resto lo sono anche animali da cortile quali oche, conigli o pappagallini. Per evitare il propagarsi del randagismo e per aiutare gli animali a quattro zampe, i volontari impegnati in queste ore sul territorio li stanno spostando tutti al centro di recupero della fauna selvatica il Pettirosso a Modena. Infatti non e’ semplice ritrovare i proprietari dei gatti e dei cani soccorsi: spesso sono gli stessi proprietari a non essere in grado di gestirli proprio perchè impossibilitati dalle difficili situazioni nelle quali si sono venuti a trovare.

Fino ad ora sono oltre un centinaio tra papere, conigli, cavie, pappagalli e canarini portati nella struttura dagli abitanti sfollati che non riescono a tenerli con sé in tenda o nell’auto. Ora il centro, che già per mantenere gli animali selvatici sfruttava tutte le risorse economiche a sua disposizione, chiede aiuto. Piero Milani il responsabile del centro ormai allo stremo, spiega preoccupato:

Con quelli domestici oramai siamo arrivati a 1.600 animali ed abbiamo bisogno di tante cose: mangimi, paglia, fieno, medicinali, gabbie. Nel centro lavorano ben trenta veterinari e trenta volontari, tutti i giorni 24 ore su 24 , in collegamento con le forze dell’ordin del 118 e 115. Per questo chiediamo un piccolo contributo a tutti gli amanti degli animali contattando i numeri 339.8183676, 339.8183339, 339.3535192 o scrivendo alla mail [email protected]

Si segnala infine che il Servizio Nazionale Guardie Zoofile Enpa di Bologna aiuta i proprietari degli animali domestici attraverso la distribuzione gratuita di cibo e acqua, a operazioni di pronto soccorso e al recupero di cucce per i pets, mentre il canile di Erba in provincia di Como regala cucce di cemento per i cani senza più una casa (Per info contattare il numero 031.611633).

Fonte: Ansa

Foto credits: Thinkstock

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