Animali domestici nelle case di riposo: dove sono ammessi?

di Redazione 2

animali domestici nelle case di riposo

Su segnalazione di una nostra affezionata lettrice, oggi ci occupiamo di una questione abbastanza delicata relativa alla possibilità, per le persone anziane, di poter essere accolte in case di riposo insieme al loro fedele amico a quattro zampe. Il rapporto tra gli anziani e gli animali domestici è spesso molto profondo, dettato soprattutto dall’esigenza di farsi compagnia l’un l’altro: separare due esseri viventi così uniti è doloroso e non dovrebbe mai accadere. Una città all’avanguadia in questo settore è Torino, il cui regolamento comunale prevede l’inserimento degli animali da compagnia nelle strutture adite all’accoglienza degli anziani padroni, non più autosufficienti ed in grado di accudirli.

Attenzione: questo regolamento ne consente l’ingresso ma non obbliga la struttura ad accettare gli animali. Ogni struttura decide in totale autonomia se accogliere o meno gli animali domestici. Lo stesso accade nel comune di Prato che ha dotato la città di un regolamento specifico per le case di riposo, che permetta l’accesso degli animali da compagnia degli anziani. Spostandoci al sud la Regione Calabria nella sua legge quadro sulla tutela dei diritti degli animali all’articolo 20 prevede:

Nelle case di riposo per anziani è permesso agli ospiti, autosufficienti fisicamente e mentalmente, di accedervi accompagnati dal proprio gatto o cane o dai propri volatili. Gli animali di cui al comma precedente andranno tenuti nella stanza dell’ospite o, a sua discrezione, nei giardini o nelle parti comuni della struttura seguendo le disposizioni in merito alla custodia degli animali di cui alla presente legge; nelle parti comuni interne ed esterne degli edifici i cani andranno tenuti a guinzaglio e, ove sia necessario per l’indole particolarmente aggressiva dell’animale, anche dotati di museruola. Il proprietario dell’animale dovrà osservare la massima cura affinché lo stesso non sporchi o crei disturbo o danno alcuno. I Servizi interessati della ASL competente dispongono la vigilanza periodica sul benessere e la salute degli animali presenti nelle strutture di cui al presente articolo.

La legge c’è ma non è fatto obbligo alle strutture di accogliere l’animale domestico: la discrezionalità purtroppo fa si che non vi siano strutture in grando di accogliere i pets, nonostante sia data loro tale possibilità.

Foto credits: Thinkstock

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Commenti (2)

  1. Mia madre è ospite di una casa di riposo in Veneto. Lei , 86 anni, è molto affezionata al
    mio bassotto e ogni volta che la varia trovare mi chiede sempre di poter vedere e accarezzare il cagnolino, ma le autorità sanitarie della struttura mi vietano di introdurre il cane nella struttura anche se dolo perso chi minuti. Cosa possa fare?

  2. In casa di riposo dove sta mia madre ci sono 24 anziani.
    Penso con orrore a quel che succederebbe se solo metà di essi tenesse un animale: chihuahua, pinscher, boxer e labrador che si inseguono, che abbaiano a tutte l’ore, cagne in calore e disordini fra maschi, cani che inseguono il gatto… ma stiamo scherzando? Ma vi rendete conto dell’assurdità di ciò che sostenete? Io non permetterei mai alla compagna di stanza di mia madre di convivere col cane portarselo a letto! E poi come andrebbero gestite le cacche e le pipì di tutti questi animali… ma per carità! Vuoi una soluzione accettabile? Porta tua madre in macchina e le fai sbaciucchiare e slinguettare il cane per 1/4 d’ora, poi la riporti in camera, le fai una bella doccia e metti nel cestone della biancheria sporca i vestiti sbavati dal cane… eccheccacchio!!!

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