A Venezia, migliaia di gatti lasciati in strada

di Francesca Spanò Commenta

Si parla del Belgio e della possibilità di sterilizzare in massa i troppi gatti presenti, si continua con la Gran Bretagna dove, quotidianamente, vengono abbandonati almeno 21 mici e si finisce con il Belpaese, che anche nel settore dei pets, vanta sempre dei tristi primati. Questa volta nell’occhio del ciclone è Venezia, la città lagunare più amata al mondo e, insieme a lei, la situazione non è delle migliori neppure a Mestre e nelle aree limitrofe. Da queste parti, infatti, vengono abbandonati in continuazione talmente tanti felini, che ormai è impossibile persino fare un calcolo. I randagi, iniziano a vagare e quando non finiscono sotto un’auto o vengono maltrattati e barbaramente uccisi, si ammalano e cominciano ad infettarsi a vicenda, fino a rischiare di coinvolgere pure gli esseri umani. A cercare di intervenire per portare la situazione alla normalità, sono la Dingo e l’ENPA, L’Ente Nazionale Protezione Animali, le due più grandi associazioni che aiutano le creature meno fortunate. Entrambe, ultimamente, continuano a chiedere aiuto al sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni e all’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin.

Mentre si assiste alla progressiva diminuzione degli abbandoni di cani quest’anno, quello dei felini, invece, inizia a crescere, non concedendo nessuna tregua ad un disagio che purtroppo non vuole proprio sparire. L’estate, ovviamente, causa un moltiplicarsi delle situazioni di questo genere e, da sole, le associazioni purtroppo possono fare ben poco. Il motivo potrebbe anche essere legato al fatto che per i gatti non sono previste le medesime norme severe introdotte da poco per chi maltratta i cani o se ne sbarazza senza troppi sensi di colpa.

Marilena De Langes della Dingo, conferma: “Avviene di tutto: a Forte Marghera, ad esempio, ci segnalano l’abbandono continuo di gatti in trasportino, c’è chi li getta all’interno del forte come fossero pacchi postali, chi si avvicina con la barca e li molla lì, sapendo che all’interno operano molti volontari”. Un lavoro senza alcuna tregua per i volontari che tutti i giorni rispondono alle telefonate e ricevono segnalazioni in merito. “È un disastro – continua la vicepresidente della Dingo –  la nostra associazione oltre che di Venezia si occupa dell’hinterland metropolitano, da Mestre a Spinea e Marcon, praticamente tutta la cintura urbana che dovrebbe essere competenza del distretto sanitario dell’Asl 12. Le leggi regionali e nazionali impongono alla Regione e allo Stato di intervenire nel controllo delle nascite per limitare la proliferazione del randagismo felino, meno eclatante di quello canino, ma più diffuso. I cittadini si rivolgono a noi perché non esiste un pronto soccorso veterinario o comunque qualche agenzia istituzionale che si occupi della salvaguardia degli animali vacanti“.

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