Sant’Antonio Abate, la storia della benedizione degli animali

di Fabiana Commenta

La festa di Sant’Antonio Abate del 17 gennaio coincide non solo con i festeggiamenti del santo, ma anche con la tradizionale benedizione degli animali: secondo la leggenda il santo era protettore degli animali che nel corso di questa notte magica acquisivano la speciale facoltà di parlare. 

animali, cavalli, Sant'Antonio Abate

Nella città di Roma si teneva una speciale e tradizionale benedizione degli animali che si svolgeva proprio davanti la chiesa di Sant’Antonio Abate, vicino alla basilica di Santa Maria Maggiore. 

La descrizione dei numerosi animali che popolavano la benedizione è raccontata anche da Gioacchino Belli che descriveva una moltitudine di animali di ogni genere che popolavano la piazza fra cavalli, asini, pecore, maiali e tutti gli animali che garantivano il sostentamento economico all’epoca. 

La cerimonia si svolgeva per diversi giorni e tutti gli animali venivano benedetti in coppia, due alla volta, dal sacerdote che li spruzzava con acqua benedetta: la sfilata cominciava fin dal mattino e generalmente i proprietari degli animali erano soliti lasciare anche delle offerte alla chiesa. 

I più ricchi poi chiedevano anche delle funzioni private per i loro animali andando a creare un certo giro d’affari: la situazione fu in qualche modo regolamentata con l’obbligo di effettuare la benedizione solo nella chiesa di Sant’Antonio Abate. Successivamente la cerimonia è stata spostata per motivi di spazio nella chiesa di Sant’Eusebio dove si svolge attualmente anche se adesso al posto degli animali della fattoria i veri protagonisti sono soprattutto cani, gatti e uccelli. Anche in piazza San Pietro di svolge la tradizionale cerimonia della benedizione degli animali con gli animali portati in piazza dagli allevatori in occasione della stalla sotto il cielo. 

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