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  • 17
  • ago
  • 2010

L’epilessia idiopatica del cane

Di Giulia, in Salute Cani.

L’epilessia nel cane è una forma morbosa piuttosto frequente e grave che deve essere curata con costanza e serietà sotto strettissimo controllo medico veterinario. Durante un attacco di epilessia il cane cade improvvisamente a terra senza conoscenza, in piena sindrome nervosa cerebrale caratterizzata da frequenti crisi convulsive o da altre manifestazioni critiche motorie , psichiche, neurovegetative. L’attacco epilettico è di solito preceduto da un periodo preliminare di comportamento anormale.

I segni clinici che annunciano l’attacco si manifestano con irrequietezza, nervosismo, guaiti, salivazione, atteggiamenti di marcata ansia o di paura con lo sguardo fisso. La durata di tale periodo preliminare è variabile e a volte puo’ passare inosservata: al termine si manifesta l’attacco che puo’ durare da alcuni secondi a qualche minuto. I segni clinici che si evidenziano durante l’attacco possono essere divisi in quattro gruppi:

1) Segni motori: caratterizzati da contrazioni della muscolatura ed irrigidimento, cui seguono contrazioni brevi e piuttosto brusche.

2) Disturbi della coscienza: i cani appaiono privi di coscienza durante l’attacco, non si ha nessuna reazione agli stimoli esterni. Le palpebre sono spalancate le pupille in midriasi , manca il riflesso pupillare alla luce e il riflesso corneale è molto attenuato.

3) Azioni involontarie: si ha abbondante salivazione, perdita di feci e di urine.

4) Cambiamenti del comportamento: prima di un attacco si hanno segni di apprensione , irrequietezza, movimenti di masticazione a vuoto.

L’accesso convulsivo puo’ scatenarsi in qualsiasi momento del giorno e della notte, in stato di veglia e di sonno, oppure può manifestarsi in presenza di un evento traumatico o di forte eccitazione. Uno spavento, un eccessivo sforzo fisico sono tutte cause scatenanti l’attacco epilettico. In certi cani gli attacchi possono avere cadenza addirittura quotidiana, in altri manifestarsi molto meno frequentemente.

Per quel che riguarda la terapia, il primo giudizio del medico veterinario di fronte ad un cane epilettico è se il soggetto va curato per le sue manifestazioni accessuali o per le cause che le hanno provocate: si tratta infatti di due distinte situazioni. Modalità e frequenza delle crisi sono il solo metodo per stabilire la cura medicinale più idonea. (fonte http://www.veterinariosanprospero.it)

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